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La BiciBassa al santuario della Madonna della Fontana (Casalmaggiore)

Uno dei frati del santuario

Uno dei frati del santuario

Domenica 3 luglio il ricordo di Paola ci spinge a Casalmaggiore dove già eravamo stati in più occasioni.

Nonostante il caldo che si preannuncia opprimente con una bella cappa di afa partiamo da Guastalla verso le 8,30 spezzandoci in due gruppi di cui uno motorizzato con furgone e bici fino a Viadana proprio per evitare a chi non se lo sentiva l’ultimo tratto del ritorno sotto il sole cocente nell’ora più calda.

Ci ritroviamo in gruppo a Viadana sul viale che porta a Po. All’inizio del viale la BiciBassa sale sull’arginello che da il via alla ciclabile che da Viadana costeggia la golena del Po in direzione di Cremona.

In circa un’ora a passo medio raggiungiamo Casalmaggiore dove puntiamo al centro e alla piazza principale. C’è il tempo giusto per un caffè in un bar storico.

Poi si riparte veloci ma il santuario della Madonna della Fontana è giusto un paio di chilometri fuori Casalmaggiore.

Arriviamo, come nei propositi, in tempo per la santa messa.

Seguiamo anche la processione che prevede per i fedeli l’entrata scalzi in una piscinetta nel giardino del santuario che riceve la stessa acqua che sgorga nella cripta della chiesa e che è, per i fedeli, ritenuta miracolosa.

Ci godiamo l’interno della bella chiesa gotica ma l’asfalto bollente ci aspetta ed è meglio non indugiare.

Il ritorno è sulla stessa ciclabile, parte asfaltata e parte in ghiaino pressato che necessita di manutenzione.

Verso le 13,30 siamo tutti a casa in cerca del giusto refrigerio dopo una biciclata breve ma che l’afa ha reso faticosa.

 

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La Bicibassa torna a De Gustibus

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Alcuni di noi della BiciBassa c’erano già stati lo scorso anno ma lo splendore di Villa Malenchini a Carignano di Parma merita una ri-visita in occasione di De Gustibus, evento dedicato ai prodotti gastronomici di qualità.

Domenica 8 maggio, festa della mamma, con noi ci sono i due nuovi adepti della BiciBassa Giuliana e Denni che si lanciano nella sfida di un percorso medio ma, per chi inforca la bici dopo un anno, non proprio elementare.

Guidati dal mitico Max che, attrezzato con il computer di bordo-manubrio, sarà il nostro faro, decidiamo di accorciare in auto fino a San Prospero di Parma per avere il tempo di una visita approfondita alla manifestazione e per un comodo rientro a casa entro le 19.

Scaricate le bici comincia il tour che si snoda su un ampio anello lungo stradine di campagne a sud di Parma per gustare le fioriture di papaveri nei campi e per non essere affumicati dalle auto.

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Arriviamo a Monticelli Terme dove facciamo sosta per un primo caffettino, un classico della BiciBassa.

Poi si riprende ancora tra i campi e le distese di piantine di pomodoro a perdita d’occhio e tocchiamo o aggiriamo paesi come Basilicanova e Mamiano, poi ci spostiamo su una provinciale per superare il fiume Parma, ed ecco il piccolo borgo di Panocchia con castello, Vigatto, Corcagnano, insomma un bel giro dell’alta pianura di Parma con le colline sullo sfondo e il castello di Torrechiara che ci guarda.

Un viale di tigli in mezzo ai campi è un invito alla foto di gruppo

Un viale di tigli in mezzo ai campi è un invito alla foto di gruppo

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Giunti a Villa Malenchini ci seminiamo tra i banchetti di De Gustibus ma l’ora è propizia e il richiamo della fame ci riunisce in un batter d’occhio. Ecco tutta la BiciBassa sotto un ombroso albero a sgranocchiare un bel panino con prosciutto, discreto il secondo, durissimo il primo, roba da demolire le mandibole. Poi frutta o gelato per tutti.

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Visitiamo il parco invaso da pic-niccari di ogni età e bambini che si divertono da morire con tutto quel verde. Davvero splendida la villa di cui apprezziamo il piano terra, visitabile liberamente e lo scorcio da piccola Versailles che si allunga verso le colline con una prospettiva meravigliosa tra siepi e bordure ben curate, tipiche dei giardini storici italiani.

A dire il vero non sono molti i banchetti di espositori, tra enogastronomia e fiori, diciamo una piccolissima selezione. Affollati solo quelli dedicati al cibo da consumare subito anche con cottura sul momento a brace (e relativo fumo che investe i presenti).

 

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De Gustibus è quindi una piccola chicca espositiva dove i visitatori sembrano in gran parte famiglie che hanno dedicato la domenica ai prati dell’immenso giardino.

Ma è ormai pomeriggio inoltrato e il nostro sguardo si attarda sulle colline su cui è arrivato un velo scuro. L’occasione di un corso rapido di degustazione di olio ci inchioda convinti. E appagati, nonostante le prime goccioline.

Il ritorno è accompagnato da pioggerella a tratti, ma appena appena, insomma schiviamo la pioggia seria di cui vediamo le tracce sull’asfalto bagnato nei dintorni della città che attraversiamo per tagliare verso San Prospero.

Purtroppo il nostro Denni buca ancora ben lungi dal parcheggio. Per sua fortuna la BiciBassa è attrezzata di soccorritori che lo raccattano con furgone e lo recapitano fino a domicilio…

Alla fine un bel giro in bici di circa 55 km totali e una domenica davvero piacevolissima.

 

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La biciBassa a villa Malenchini per De Gustibus 2015

riceviamo da Max e pubblichiamo:

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A volte anche un semplice volantino trovato in un bar può dare il “LA” ad un’uscita della Bicibassa.
Avvisava che una manifestazione chiamata “De Gustibus” si sarebbe tenuta il 10 Maggio a Carignano, sulle prime colline di Parma, nella splendida cornice di Villa Malenchini.
Già il nome dell’evento non poteva che attrarre inevitabilmente la Bicibassa, solitamente “restia” a tutto ciò che riguarda cibo e affini, ma ciò che ha fatto scattare ulteriormente la molla è stata la possibilità di poter visitare una splendida Villa del ‘700 solitamente chiusa al pubblico.

 

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Ecco così che Domenica 10 Maggio lasciate le auto a S.Prospero di Parma, 6 prodi rappresentanti della bicibassa, hanno iniziato un itinerario che li ha portati seguendo strade a basso traffico, ma ad alto tasso paesaggistico (complice una tersa giornata di primavera), in questa splendida Villa. Totale percorso andata 33 km via Monticelli – Basilicanova – Mamiano – Corcagnano.
Le foto raccontano più di tante parole.
Ritorno più breve (25 km) per un giro ad anello.
“De Gustibus” era già alla 10^ edizione, noi non lo sapevamo, ma per l’11^ potremmo farci un pensierino…

 

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La BiciBassa a Vignola

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riceviamo da Massimo sull’itinerario del 13 Aprile scorso:

 

Aprile: stagione di fioriture.
Si decide di sfruttare il periodo propizio per vedere i ciliegi in fiore.
Quindi quale luogo migliore per vederne in quantità se non Vignola?
A due anni esatti di distanza ecco così il gruppo Bicibassa ritornare a percorrere l’ex ferrovia dismessa Modena-Vignola, ora per la gioia di molti fruitori trasformata in pista ciclabile.
Tanti i ciliegi dai caratteristici fiori bianchi che riempiono il paesaggio. Ma ecco che quando meno te lo aspetti, il fiore non è più bianco ma giallo, un campo giallo pieno fino all’orizzonte ci “costringe” ad una “obbligatoria” sosta.
Un’anziana signora ci dice che è un campo di olio di sansa…ci fidiamo sulla parola.
Poi si riparte, Vignola è vicina.
Chiaramente come è tradizione della Bicibassa si digiuna…..oggi ci cibiamo solo dei colori del paesaggio……
Una piacevole gita che potrebbe diventare un classico di primavera della Bicibassa.

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Sgambatina di Pasquetta

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Eccoci di nuovo in gruppo per una sgambatina di Pasquetta.

Aria fresca, voglia di bici, qualche malanno di stagione che serpeggia ancora, ma soprattutto desiderio di aria aperta.

Un’occasione buona per percorrere la ciclabile del Po chiedendoci quando mai inizieranno i lavori di ripristino dell’arginello a Gualtieri, distrutto dalla piena dello scorso autunno. Lo spettacolo esige una risposta. No?

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La biciBassa a Parma

Davanti a duomo di Parma. Al centro, vestito di scuro, si nota un estraneo.

Davanti a duomo di Parma. Al centro, vestito di scuro, si nota un estraneo.

L’avevamo anticipato sul nostro blog ed era una meta che da tempo avevamo in cantiere: finalmente la biciBassa va a Parma.
Domenica 1 Giugno è stata la volta buona, con il nostro Max che ha studiato l’itinerario per tempo concentrandosi sui tratti più tranquilli e panoramici. E il risultato è stato ottimo.
Partenza doppia: da Guastalla per la maggior parte, da Brescello altri. Alle 8 o poco più si sono inforcate le bici e via!
Una nota molto positiva è stata la presenza di due nuovi amici della bici Bassa, Rita e Paolo, ovviamente senza la maglietta ufficiale ma accolti dal gruppo a braccia aperte per la loro simpatia.

Vicino a Lentigione saliamo sulla ciclabile dell'Enza

Vicino a Lentigione saliamo sulla ciclabile dell’Enza

Paolo

Paolo

Rita

Rita

Da Brescello abbiamo preso la strada sull’argine per Coenzo ma già dopo la bonifica Scutellara abbiamo subito deviato a sinistra scendendo in direzione Lentigione. Non raggiungiamo il paese perché teniamo la destra fin dove la strada arriva a costeggiare la ciclabile, più in alto sull’argine. Troviamo quindi un accesso erboso e saliamo sulla pista che si snoda in un’atmosfera bellissima lungo i meandri dell’Enza, tortuosi e immersi nel verde dei pioppeti e della vegetazione del torrente. La ciclabile dell’Enza in questo tratto è davvero bellissima, con un fondo ben compattato e davvero vale la pena percorrerla.
Dopo curve su curve ma cullati dalla bella visuale naturale torniamo alla civiltà che ha l’aspetto del ponte di Sorbolo. Lo passiamo arrivando in paese giusto per un caffettino, un vizio antico per la bici Bassa.
Riprendiamo evitando accuratamente la statale e puntando verso est nell’aperta campagna su strade poco trafficate fino a sbucare nella località Ramoscello da cui in un paio di km si arriva a Chiozzola. Siamo sulla statale ma ben salvaguardati dalla ciclabile protetta che ci conduce fin davanti al famoso stabilimento della Barilla visibile anche dall’autostrada. Vorremmo fare una foto ricordo ma una solerte addetta della sicurezza ci invita a proseguire… Avevamo fatto scattare i sensori perimetrali e qualcuno ci avrebbe potuto scambiare per terroristi!
Seguiamo ancora la comoda ciclabile che costeggia via Benedetta e, da via Venezia dove sbuchiamo, siamo su via Trento e poi nei grandi viali del centro. Attraversiamo e arriviamo nel cuore di Parma lasciandoci la Pilotta sulla destra e puntando decisamente al Duomo e al Battistero, entrambi straordinari. Ci godiamo il primo e le foto non mancano.

La biciBassa davanti al battistero. A dx ancora un ognoto personaggio.

La biciBassa davanti al battistero. A dx ancora l’ignoto personaggio.

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La biciBassa visita l'antica farmacia

La biciBassa visita l’antica farmacia

Poi, a brevissima distanza, visitiamo l’antica farmacia di San Giovanni, da non perdere per la full immersion indietro di secoli tra vasi antichi, libri e arredi da spezieria dei monaci.
Girovaghiamo per il centro ma la nostra meta è la cittadella, ex roccaforte militare, area storica verde dove abbiamo intenzione di fermarci per il picnic. La presenza del luna park ci consiglia però di cambiare destinazione. Ovviamente ci dirigiamo al parco ducale sulla riva opposta del Parma, luogo dai viali assolati ma ricchissimo di piante ombrose e prati dove la gente prende il sole e si rilassa.
Noi invece facciamo lo spuntino. Non ci manca nulla, dai panini imbottiti allo strolghino di Rita e Paolo, dalla torta sbrisolona di Nadia all’ananas.

La biciBassa al Parco Ducale di Parma

La biciBassa al Parco Ducale di Parma

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Le lucertole della biciBassa

Le lucertole della biciBassa

Le donne della biciBassa si sottopongono felicemente al rito del “prendere il sole” meglio di lucertole ma non possiamo restare tutta la giornata nonostante il posto sia molto invitante.
Facciamo un giro in bici per il parco e la foto ricordo davanti alla bella facciata del palazzo ducale.
Riprendiamo la via per casa ma non senza esserci tolta la voglia di un caffè o di un fresco gelato nella centralissima via Cavour.
Il sole del primo pomeriggio picchia, la strada per il ritorno è la stessa ma a Ramoscello ci fermiamo per un sosta-acqua sotto la tettoia ombrosa del caseificio Bassa Parmense che sembra deserto.
Non lo è, e il casaro Luigi Martini appare dal nulla, entra in simpatia col gruppo della biciBassa e ci racconta tutto della sua vita da casaro. Ci scappa anche l’offerta di tosone tagliato per l’occasione dall’aiutante Joseph, cosa graditissima!!! Poi ci fa visitare il deposito stagionatura delle forme di Parmigiano Reggiano, un colpo d’occhio straordinario!
Non vorremmo più andare via… Luigi è un fiume in piena e ci contagia.
Ma la strada per Sorbolo ci assorbe e la ciclabile alta sull’argine dell’Enza ci riaccompagna verso Lentigione e Brescello dove ci fermiamo per un’altra sosta acqua e troviamo un gruppo di ciclisti che vengono da Basilea!
Il percorso completo è stato di circa 85 Km in una giornata di sole caldo ma ancora senza afa. Grande domenica di biciBassa!

Il casaro della Bassa Parmense Luigi Martini con Joseph

Il casaro della Bassa Parmense Luigi Martini con Joseph gustano la nostra sbrisolona

La biciBassa visita il magazzino stagionatura del Parmigiano Reggiano

La biciBassa visita il magazzino stagionatura del Parmigiano Reggiano

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La bici Bassa a Cantine Aperte a Scandiano

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Dedicata a Donato che presto rientrerà nel gruppo !!!

Mancavamo da due anni alla manifestazione Cantine Aperte. Nel 2012 avevamo visitato sia la cantina Albinea Canali che Venturini Baldini a Roncolo di Quattro Castella: la ricordiamo ancora come una giornata bella e rilassante.
Quest’anno la nostra meta è stata sempre la provincia di Reggio Emilia e la sua prima collina puntando l’attenzione su Scandiano, terra di ottimi vini che ultimamente sta accelerando sulla valorizzazione dei suoi migliori prodotti enologici.
Evito la descrizione dell’itinerario stradale. Il nostro Max, creatore del percorso, sarà felice di passare le coordinate GPS del giretto a chi ne fosse interessato.

Maurop contagiato dalGiro d'Italia passato nella Bassa Reggiana. Foto PRIMA delle degustazioni...

Mauro contagiato dal Giro d’Italia passato nella Bassa Reggiana. Foto PRIMA delle degustazioni…

La bicibassa rende omaggio al vitigno Spergola di Scandiano.

La bicibassa rende omaggio al vitigno Spergola di Scandiano.

La domenica è stata ottima dal punto di vista del clima: sempre sole ma ancora non accecante e cocente. Le strade sono state per la gran parte secondarie quindi poco trafficate. Naturalmente una volta nei pressi di Scandiano ci è toccata anche un poco di tangenziale, scelta obbligata per tagliare i tempi da una cantina all’altra.

La prima sulla nostra strada è stata Casali, azienda grande che abbiamo volentieri visitato in compagnia di una simpatica e giovane enologa.
Qui abbiamo degustato parte del notevole panorama di vini in catalogo. Casali è uno dei produttori locali che ha puntato con forza e determinazione sull’uva Spergola, tipica di Scandiano, che finalmente sta trovando una propria dimensione che la renda “visibile” sul mercato. Con la Spergola qui da Casali si produce un bel bianco fermo, un frizzantino gustoso e vivace, un impegnativo “metodo classico” di ottime caratteristiche organolettiche e di gran pregio e si conclude con un bianco dolce. Non male vero? Soprattutto se si pensa che quest’uva versatile e fortunata è sconosciuta al grande mercato. C’è molto da fare ma la Spergola ha le carte in regola per crescere alla grande.

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Casali viticultori. Le vigne.

Casali viticultori. Le vigne.

Casali viticultori. La cantina.

Casali viticultori. La cantina.

Degustazione e assaggi da Casali !

Degustazione e assaggi da Casali !

In questa cantina abbiamo assaggiato qualche pezzo di gnocco fritto con affettato, giusto per unire solido al liquido… Il contributo richiesto è riservato ad opera di beneficienza. Ottima l’organizzazione che abbiamo apprezzato mentre qualcuno del pubblico che affluiva ci fotografava (la maglietta biciBassa è una calamita di interesse!!!).
C’è stato il tempo per una capatina in centro a Scandiano per la foto ricordo davanti alla rocca, bella e imponente.
La seconda cantina, nuova e ottimamente curata, è quella dell’azienda vinicola Alfredo Bertolani di cui abbiamo subito apprezzato lo Spergolino, bianco di buon impatto gustativo e vino felice per ogni momento.
Qui Alessandro Casali, responsabile commerciale, ci ha tratteggiato la storia dell’azienda Bertolani in cui lavora, oltre alla sua personale e a quella dei suoi avi, viticultori e antesignani del “bianco di Scandiano” che per molti anni hanno creduto nel prodotto facendo crescere l’azienda e il marchio che porta ancora il suo cognome.
Alessandro è un fiume in piena ed è piacevole toccare con mano la sua preparazione ed essere contagiati dalla passione quando si parla di Spergola, tanto che abbiamo dimenticato di assaggiare il Rosso all’Antica di Bertolani che prometteva di essere molto interessante. Sarà per la prossima volta.

Azienda vinicola Bertolani Scandiano. L'ingresso.

Azienda vinicola Bertolani Scandiano. L’ingresso.

Foto di gruppo nell'azienda vinicola Bertolani.

Foto di gruppo nell’azienda vinicola Bertolani.

L’ultima tappa di Cantine Aperte 2014 sui colli di Scandiano è per l’azienda Tenuta di Aljano. Per arrivarci abbiamo dovuto fare una bella sudata in una salita molto ripida fino alla sede, ampia e collocata in un punto panoramico rispetto alle colline circostanti.
Siamo a Jano e l’atmosfera è molto gradevole, come le cascate di fiori profumati presenti ovunque all’esterno dell’azienda. Ci accolgono i coniugi Ferioli, proprietari anche di una nota acetaia a Modena e il signor Vittorio, con grande simpatia, ci illustra la tenuta e i vini. I sommelier ci offrono alcuni calici di metodo classico, davvero ottimo al nostro palato.
Ma è ormai tardi, sono circa le 15 ed è giunto il momento del ritorno.
Una domenica da incorniciare per la bellezza dell’itinerario e dei luoghi ma soprattutto per la conoscenza di aziende che hanno fatto scelte di qualità importanti. Ed è stato bello parlare con chi punta con fiducia al domani.

Il piazzale delle tenuta Aljano.

Il piazzale delle tenuta Aljano.

La biciBassa in gruppo davanti alla tenuta Aljano.

La biciBassa in gruppo davanti alla tenuta Aljano.

Alla tenuta Aljano con il padrone di casa Vittorio Ferioli.

Alla tenuta Aljano con il padrone di casa Vittorio Ferioli.

Scandiano, la piazza davanti all'ingresso della Rocca.

Scandiano, la piazza davanti all’ingresso della Rocca.

Il gruppo biciBassa davanti alla rocca di Scandiano.

Il gruppo biciBassa davanti alla rocca di Scandiano.

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