La BiciBassa tra estate e autunno 2014

Davanti al santuario delle Grazie con i madonnari

Davanti al santuario delle Grazie con i madonnari

Quest’anno il tempo di aggiornare il sito della BiciBassa è stato davvero pochissimo.
I nostri seguaci online si saranno chiesti che fine abbiamo fatto.
Invece la BiciBassa è attiva più che mai e ha realizzato itinerari in bicicletta interessanti e soprattutto divertenti nei mesi appena passati.

Ferragosto alle Grazie

Da ricordare il giro di Ferragosto quando ci siamo diretti all’antica festa che si tiene a Grazie, a pochi chilometri da Mantova.
E’ un itinerario che anche i nostri nonni compivano in bici, una sorta di appuntamento obbligatorio di generazione in generazione. E noi che siamo portatori del valore-bicicletta, rigorosamente in compagnia, abbiamo voluto imitare i nostri vecchi.
Quest’anno fortunatamente il livello del fiume Oglio non era troppo basso e ci ha permesso di percorrere la strada che supera il ponte in barche di Torre d’Oglio, lo scorso anno chiuso.
La giornata è stata spettacolare. Un giorno di Ferragosto con una leggera brezza e sole non troppo caldo è da scrivere negli annali della BiciBassa. Le previsioni del tempo minacciavano temporali e il cielo scuro l’abbiamo visto sia all’andata che al ritorno, ma sempre in lontananza e la pioggia, se da qualche parte è caduta, l’ha fatto lontano da noi.
All’andata abbiamo scelto la via dritta e larga che da Cesole arriva fino alla deviazione per la Via Santa fino alle Grazie. Al ritorno invece abbiamo fatto una sosta caffettino a Buscoldo.
Ma la fiera a Grazie è stata il momento centrale con la sua folla (in verità meno densa del previsto), i suoi madonnari che hanno colorato di belle immagini l’asfalto davanti al santuario e naturalmente il panino con il cotechino!
Mai mangiato?
Errore, è da provare assolutamente e anche in agosto è una goduria.
Li abbiamo comprati nel forno situato nel cuore del paese e ce li siamo gustati in riva al lago sotto l’ombra di grandi piante.
Altri amici della BiciBassa ci hanno raggiunto provenienti da strade alternative e dal ponte di Borgoforte. Così il gruppo si è riunito.
Siamo rientrati a Guastalla verso le 18, in tempo per un gelato sotto i portici di via Garibaldi (con foto ricordo).
Bellissima festa di Ferragosto. Da ricordare!

Questa, lo sapremo solo dopo, l'opera che vincerà il concorso dei madonnari

Questa, lo sapremo solo dopo, l’opera che vincerà il concorso dei madonnari

Il picnici della BiciBassa alle Grazie in riva al lago.

Il picnic della BiciBassa alle Grazie in riva al lago.

Fantastico: il panino con il cotechino!!!!!

Fantastico: il panino con il cotechino!!!!!

Di ritorno ci fermiamo per una foto sulle sponde del fiume Oglio.

Di ritorno ci fermiamo per una foto sulle sponde del fiume Oglio.

Sotto i portici a Guastalla dopo un buon gelato.

Sotto i portici a Guastalla dopo un buon gelato.

Ferrara e Mantova per la BiciBassa

Due meraviglie del Rinascimento ci hanno accolto in gruppetti eterogenei in due diverse occasioni.
Nel caso della città emiliana abbiamo voluto coniugare la bici (per pochi) con la visita della festa dedicata ai buskers, gli artisti di strada che da molti anni alla fine di agosto riempiono le vie di Ferrara portando musica e ritmo di paesi diversi.
Se gli artisti ci hanno spesso divertito e appassionato, non possiamo dire altrettanto per le piste ciclabili di cui Ferrara va fiera autoproclamandosi la capitale italiana della bici.
Chi di noi si è cimentato nella vita cittadina su due ruote visitando lo splendido centro ricco di bellezze e palazzi straordinari ha purtroppo toccato con mano qualche nota stonata, anzi stonatissima fortunatamente in mezzo a vere chicche positive come Palazzo Schifanoia, ottimamente attrezzato.
Un esempio-no: il museo archeologico di Ferrara nella meravigliosa cornice del palazzo detto di Ludovico il Moro pare non accettare le bici! Proprio così. A Ferrara, città della bici e a misura d’uomo, uno dei principali musei le bici non le vuole? Capita anche questo… Chi scrive è entrato spingendo a piedi il ciclo nel cortile in cerca di un luogo adatto, subito fermato da una solerte custode che mi ha invitato a uscire ritornando in strada e là lasciare sul marciapiede il mezzo di locomozione perché non accettato nonostante gli ampi spazi disponibili. Anzi, ha raccomandato di stare attenti e di fissare bene la catena perché la piaga dei furti, anche a Ferrara è in costante aumento. Peccato però che all’esterno l’unico elemento cui attaccare l’antifurto fosse la calata della messa a terra del parafulmine! Che caduta di stile per Ferrara: uno dei suoi gioielli non è bici-friend ma le bici non le tollera e le butta in strada! Ma gli amministratori di Ferrara lo sanno?
Quello che non possono non sapere è che il famoso (e pubblicizzato) circuito di piste ciclabili che gira tutto attorno alle belle mura è un colabrodo. Buche a ripetizione, ghiaia smossa e talvolta persino pericolosa quando si interseca la via asfaltata in cui circolano le auto. Peccato davvero!

Mantova è stata visitata durante la domenica di chiusura del Festival della letteratura.
Un gruppo della BiciBassa l’ha raggiunta dal ponte di Borgoforte e via Bagnolo San Vito fino al lago inferiore. Altri hanno approfittato della breve ciclabile da Grazie fino al lago di mezzo e al comodo arrivo in piazza Sordello.
Con la ressa di quei giorni girare in bici è pura follia. Abbiamo preferito metterla in zona sicura e girare a piedi. Un gran bello spettacolo sempre e, per chi ama i libri, un momento magico di inizio di settembre.

 

Sotto le mura di Ferrara

Sotto le mura di Ferrara

A Mantova la BiciBassa durante il Festival della letteratura

A Mantova la BiciBassa durante il Festival della letteratura

Piazza Sordello

Piazza Sordello

La BiciBassa a Caseifici aperti
Ormai noi della BiciBassa siamo abituati a frequentare le cantine a maggio in occasione di Cantine aperte.
Potevamo trascurare questa nuova festa dedicata ai luoghi in cui si produce il formaggio? Proprio noi che viviamo di Lambrusco e Parmigiano Reggiano?
E Allora domenica 5 ottobre la nostra bussola ha puntato le campagne tra Castelnovo Sotto e Poviglio dove ci aspettava la latteria La Grande, centro di produzione del re dei formaggi italiani.
Abbiamo raggiunto la località passando per San Rocco di Guastalla da cui, al termine della lunga via Ponte Pietra, siamo saliti sull’argine del Tassone e da qui, dopo una rapida visita all’antico ponte delle Portine sul Crostolo, siamo scesi a Santa Vittoria. La strada prescelta ci ha condotto a Meletole e, grazie ad una via di origine romana drittissima, siamo arrivati alla Grande.
Ci ha accolto il presidente, coadiuvato dall’ottimo casaro e da alcuni soci che ci hanno offerto una dimostrazione del taglio di una forma. Ringraziamo particolarmente Guerrino Alberici che ha spiegato passo passo tutta la lavorazione che conduce dal latte alla forma finita. E vista proprio nelle sale in cui avviene è stata una lezione di grande interesse.
Ottimi gli assaggi, sempre particolarmente graditi dalla BiciBassa, annaffiati con buon lambrusco e allietati da una sontuosa spalla cotta.
Niente da dire: davvero bravi alla latteria La Grande di Castelnovo Sotto di Reggio Emilia.

 

Il ponte delle Portine a Santa Vittoria

Il ponte delle Portine a Santa Vittoria

Siamo arrivati al caseificio La Grande e ci accoglie il casaro.

Siamo arrivati al caseificio La Grande e ci accoglie il casaro.

La BiciBassa in posa tra le forme di Parmigiano Reggiano con il presidente del caseificio.

La BiciBassa in posa tra le forme di Parmigiano Reggiano con il presidente del caseificio.

Come di consueto la BiciBassa chiude l’annata ciclistica senza il nostro mezzo preferito ma dedicandosi ad una visita turistica. Quest’anno il nostro Claudio ci ha guidato alla scoperta di Rimini e dintorni (San Leo e Verucchio).
Non potevamo celebrare il riposo autunnale se non con una cena in un noto ristorante riminese!

 

La BiciBassa al ristorante: pesce!!

La BiciBassa al ristorante con la proprietaria. Dopo tanta bici è ora del pesce!!

 

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La biciBassa a Parma

Davanti a duomo di Parma. Al centro, vestito di scuro, si nota un estraneo.

Davanti a duomo di Parma. Al centro, vestito di scuro, si nota un estraneo.

L’avevamo anticipato sul nostro blog ed era una meta che da tempo avevamo in cantiere: finalmente la biciBassa va a Parma.
Domenica 1 Giugno è stata la volta buona, con il nostro Max che ha studiato l’itinerario per tempo concentrandosi sui tratti più tranquilli e panoramici. E il risultato è stato ottimo.
Partenza doppia: da Guastalla per la maggior parte, da Brescello altri. Alle 8 o poco più si sono inforcate le bici e via!
Una nota molto positiva è stata la presenza di due nuovi amici della bici Bassa, Rita e Paolo, ovviamente senza la maglietta ufficiale ma accolti dal gruppo a braccia aperte per la loro simpatia.

Vicino a Lentigione saliamo sulla ciclabile dell'Enza

Vicino a Lentigione saliamo sulla ciclabile dell’Enza

Paolo

Paolo

Rita

Rita

Da Brescello abbiamo preso la strada sull’argine per Coenzo ma già dopo la bonifica Scutellara abbiamo subito deviato a sinistra scendendo in direzione Lentigione. Non raggiungiamo il paese perché teniamo la destra fin dove la strada arriva a costeggiare la ciclabile, più in alto sull’argine. Troviamo quindi un accesso erboso e saliamo sulla pista che si snoda in un’atmosfera bellissima lungo i meandri dell’Enza, tortuosi e immersi nel verde dei pioppeti e della vegetazione del torrente. La ciclabile dell’Enza in questo tratto è davvero bellissima, con un fondo ben compattato e davvero vale la pena percorrerla.
Dopo curve su curve ma cullati dalla bella visuale naturale torniamo alla civiltà che ha l’aspetto del ponte di Sorbolo. Lo passiamo arrivando in paese giusto per un caffettino, un vizio antico per la bici Bassa.
Riprendiamo evitando accuratamente la statale e puntando verso est nell’aperta campagna su strade poco trafficate fino a sbucare nella località Ramoscello da cui in un paio di km si arriva a Chiozzola. Siamo sulla statale ma ben salvaguardati dalla ciclabile protetta che ci conduce fin davanti al famoso stabilimento della Barilla visibile anche dall’autostrada. Vorremmo fare una foto ricordo ma una solerte addetta della sicurezza ci invita a proseguire… Avevamo fatto scattare i sensori perimetrali e qualcuno ci avrebbe potuto scambiare per terroristi!
Seguiamo ancora la comoda ciclabile che costeggia via Benedetta e, da via Venezia dove sbuchiamo, siamo su via Trento e poi nei grandi viali del centro. Attraversiamo e arriviamo nel cuore di Parma lasciandoci la Pilotta sulla destra e puntando decisamente al Duomo e al Battistero, entrambi straordinari. Ci godiamo il primo e le foto non mancano.

La biciBassa davanti al battistero. A dx ancora un ognoto personaggio.

La biciBassa davanti al battistero. A dx ancora l’ignoto personaggio.

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La biciBassa visita l'antica farmacia

La biciBassa visita l’antica farmacia

Poi, a brevissima distanza, visitiamo l’antica farmacia di San Giovanni, da non perdere per la full immersion indietro di secoli tra vasi antichi, libri e arredi da spezieria dei monaci.
Girovaghiamo per il centro ma la nostra meta è la cittadella, ex roccaforte militare, area storica verde dove abbiamo intenzione di fermarci per il picnic. La presenza del luna park ci consiglia però di cambiare destinazione. Ovviamente ci dirigiamo al parco ducale sulla riva opposta del Parma, luogo dai viali assolati ma ricchissimo di piante ombrose e prati dove la gente prende il sole e si rilassa.
Noi invece facciamo lo spuntino. Non ci manca nulla, dai panini imbottiti allo strolghino di Rita e Paolo, dalla torta sbrisolona di Nadia all’ananas.

La biciBassa al Parco Ducale di Parma

La biciBassa al Parco Ducale di Parma

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Le lucertole della biciBassa

Le lucertole della biciBassa

Le donne della biciBassa si sottopongono felicemente al rito del “prendere il sole” meglio di lucertole ma non possiamo restare tutta la giornata nonostante il posto sia molto invitante.
Facciamo un giro in bici per il parco e la foto ricordo davanti alla bella facciata del palazzo ducale.
Riprendiamo la via per casa ma non senza esserci tolta la voglia di un caffè o di un fresco gelato nella centralissima via Cavour.
Il sole del primo pomeriggio picchia, la strada per il ritorno è la stessa ma a Ramoscello ci fermiamo per un sosta-acqua sotto la tettoia ombrosa del caseificio Bassa Parmense che sembra deserto.
Non lo è, e il casaro Luigi Martini appare dal nulla, entra in simpatia col gruppo della biciBassa e ci racconta tutto della sua vita da casaro. Ci scappa anche l’offerta di tosone tagliato per l’occasione dall’aiutante Joseph, cosa graditissima!!! Poi ci fa visitare il deposito stagionatura delle forme di Parmigiano Reggiano, un colpo d’occhio straordinario!
Non vorremmo più andare via… Luigi è un fiume in piena e ci contagia.
Ma la strada per Sorbolo ci assorbe e la ciclabile alta sull’argine dell’Enza ci riaccompagna verso Lentigione e Brescello dove ci fermiamo per un’altra sosta acqua e troviamo un gruppo di ciclisti che vengono da Basilea!
Il percorso completo è stato di circa 85 Km in una giornata di sole caldo ma ancora senza afa. Grande domenica di biciBassa!

Il casaro della Bassa Parmense Luigi Martini con Joseph

Il casaro della Bassa Parmense Luigi Martini con Joseph gustano la nostra sbrisolona

La biciBassa visita il magazzino stagionatura del Parmigiano Reggiano

La biciBassa visita il magazzino stagionatura del Parmigiano Reggiano

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La bici Bassa a Cantine Aperte a Scandiano

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Dedicata a Donato che presto rientrerà nel gruppo !!!

Mancavamo da due anni alla manifestazione Cantine Aperte. Nel 2012 avevamo visitato sia la cantina Albinea Canali che Venturini Baldini a Roncolo di Quattro Castella: la ricordiamo ancora come una giornata bella e rilassante.
Quest’anno la nostra meta è stata sempre la provincia di Reggio Emilia e la sua prima collina puntando l’attenzione su Scandiano, terra di ottimi vini che ultimamente sta accelerando sulla valorizzazione dei suoi migliori prodotti enologici.
Evito la descrizione dell’itinerario stradale. Il nostro Max, creatore del percorso, sarà felice di passare le coordinate GPS del giretto a chi ne fosse interessato.

Maurop contagiato dalGiro d'Italia passato nella Bassa Reggiana. Foto PRIMA delle degustazioni...

Mauro contagiato dal Giro d’Italia passato nella Bassa Reggiana. Foto PRIMA delle degustazioni…

La bicibassa rende omaggio al vitigno Spergola di Scandiano.

La bicibassa rende omaggio al vitigno Spergola di Scandiano.

La domenica è stata ottima dal punto di vista del clima: sempre sole ma ancora non accecante e cocente. Le strade sono state per la gran parte secondarie quindi poco trafficate. Naturalmente una volta nei pressi di Scandiano ci è toccata anche un poco di tangenziale, scelta obbligata per tagliare i tempi da una cantina all’altra.

La prima sulla nostra strada è stata Casali, azienda grande che abbiamo volentieri visitato in compagnia di una simpatica e giovane enologa.
Qui abbiamo degustato parte del notevole panorama di vini in catalogo. Casali è uno dei produttori locali che ha puntato con forza e determinazione sull’uva Spergola, tipica di Scandiano, che finalmente sta trovando una propria dimensione che la renda “visibile” sul mercato. Con la Spergola qui da Casali si produce un bel bianco fermo, un frizzantino gustoso e vivace, un impegnativo “metodo classico” di ottime caratteristiche organolettiche e di gran pregio e si conclude con un bianco dolce. Non male vero? Soprattutto se si pensa che quest’uva versatile e fortunata è sconosciuta al grande mercato. C’è molto da fare ma la Spergola ha le carte in regola per crescere alla grande.

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Casali viticultori. Le vigne.

Casali viticultori. Le vigne.

Casali viticultori. La cantina.

Casali viticultori. La cantina.

Degustazione e assaggi da Casali !

Degustazione e assaggi da Casali !

In questa cantina abbiamo assaggiato qualche pezzo di gnocco fritto con affettato, giusto per unire solido al liquido… Il contributo richiesto è riservato ad opera di beneficienza. Ottima l’organizzazione che abbiamo apprezzato mentre qualcuno del pubblico che affluiva ci fotografava (la maglietta biciBassa è una calamita di interesse!!!).
C’è stato il tempo per una capatina in centro a Scandiano per la foto ricordo davanti alla rocca, bella e imponente.
La seconda cantina, nuova e ottimamente curata, è quella dell’azienda vinicola Alfredo Bertolani di cui abbiamo subito apprezzato lo Spergolino, bianco di buon impatto gustativo e vino felice per ogni momento.
Qui Alessandro Casali, responsabile commerciale, ci ha tratteggiato la storia dell’azienda Bertolani in cui lavora, oltre alla sua personale e a quella dei suoi avi, viticultori e antesignani del “bianco di Scandiano” che per molti anni hanno creduto nel prodotto facendo crescere l’azienda e il marchio che porta ancora il suo cognome.
Alessandro è un fiume in piena ed è piacevole toccare con mano la sua preparazione ed essere contagiati dalla passione quando si parla di Spergola, tanto che abbiamo dimenticato di assaggiare il Rosso all’Antica di Bertolani che prometteva di essere molto interessante. Sarà per la prossima volta.

Azienda vinicola Bertolani Scandiano. L'ingresso.

Azienda vinicola Bertolani Scandiano. L’ingresso.

Foto di gruppo nell'azienda vinicola Bertolani.

Foto di gruppo nell’azienda vinicola Bertolani.

L’ultima tappa di Cantine Aperte 2014 sui colli di Scandiano è per l’azienda Tenuta di Aljano. Per arrivarci abbiamo dovuto fare una bella sudata in una salita molto ripida fino alla sede, ampia e collocata in un punto panoramico rispetto alle colline circostanti.
Siamo a Jano e l’atmosfera è molto gradevole, come le cascate di fiori profumati presenti ovunque all’esterno dell’azienda. Ci accolgono i coniugi Ferioli, proprietari anche di una nota acetaia a Modena e il signor Vittorio, con grande simpatia, ci illustra la tenuta e i vini. I sommelier ci offrono alcuni calici di metodo classico, davvero ottimo al nostro palato.
Ma è ormai tardi, sono circa le 15 ed è giunto il momento del ritorno.
Una domenica da incorniciare per la bellezza dell’itinerario e dei luoghi ma soprattutto per la conoscenza di aziende che hanno fatto scelte di qualità importanti. Ed è stato bello parlare con chi punta con fiducia al domani.

Il piazzale delle tenuta Aljano.

Il piazzale delle tenuta Aljano.

La biciBassa in gruppo davanti alla tenuta Aljano.

La biciBassa in gruppo davanti alla tenuta Aljano.

Alla tenuta Aljano con il padrone di casa Vittorio Ferioli.

Alla tenuta Aljano con il padrone di casa Vittorio Ferioli.

Scandiano, la piazza davanti all'ingresso della Rocca.

Scandiano, la piazza davanti all’ingresso della Rocca.

Il gruppo biciBassa davanti alla rocca di Scandiano.

Il gruppo biciBassa davanti alla rocca di Scandiano.

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La biciBassa: omaggio al Giro d’Italia a Guastalla

Un piccolo omaggio della BiciBassa al Giro d’Italia di passaggio a Guastalla il 20 Maggio. Ripresa da Largo dei Mille.

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BiciBassa da Guastalla a Parma il prossimo 1 Giugno

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Dopo la gita del 1′ Maggio c’è stata un po’ di pausa per la BiciBassa per la presenza di manifestazioni a Guastalla come Georgica e la Gnoccata. Ma per riprenderci al meglio ecco una idea PER TUTTI !

Tutti i lettori del nostro blog sono invitati alla prossima gita in bicicletta da Guastalla a Parma, prevista (se il meteo lo consente) per il prossimo 1 Giugno 2014.

Serve una bici e la voglia di andare senza correre troppo (vedi I nostri -sani – principi) ma anche senza mettere la retromarcia!

Qui sotto al termine del testo troverai un file word ( gita PR ) con qualche spiegazione e che potrai anche stampare.

Per ogni altra info e prenotazione si può contattare direttamente il genio creativo della BiciBassa, il mtico Max, al numero

320 0983187

oppure via email: max@chimicambiente.it

A presto!!!!!

gita PR

 

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Sulle sponde del Secchia: la biciBassa nel Mantovano

La BiciBassa sulla ciclabile del Secchia dopo Quistello

La BiciBassa sulla ciclabile del Secchia dopo Quistello

Si sa che il nostro Max è una vera fucina di idee e quando ha proposto un itinerario insolito abbiamo detto subito di sì.
Giovedi 1 Maggio ci ha visti pronti alle 8,30 per caricare sul furgone le bici con direzione Bondanello (MN). Sempre per le note esigenze di limitare le nostre escursioni in bici alla sola mattina, si è deciso di avvicinarsi alla meta tagliando i tempi.
Da Bondanello, usciti dalla piazza, si è subito sull’argine del Secchia che decidiamo di percorrere prima sulla sponda destra.
La ciclabile corre su una strada arginale ben tenuta e ben asfaltata. Il panorama è quello della sterminata pianura coltivata e del fiume che è incanalato tra alti argini ma lascia vivere una folta vegetazione ripariale sulle rive dove svettano i salici e le macchie bianche e profumate dei sambuchi.

La vegetazione del Secchia

La vegetazione del Secchia

Tante case coloniche ci fanno compagnia, un bel palazzo di campagna in restauro appena sotto l’argine e paesini in lontananza cui non abbiamo dato un nome. La pista rimane sempre in alto fino a Quistello in cui entriamo come diversivo ma è giorno di mercato e il paese è invaso dalle bancarelle. Difficile vedere qualcosa. Risaliamo sulla ciclabile che ora è a fondo ghiaioso ben pressato fino al suo termine qualche chilometro oltre. Qui un cartello ci fornisce qualche indicazione ma il buon Max ha tutto memorizzato nel suo computerino da bici e lo seguiamo volentieri scendendo dopo poco dalla strada oltre il ponte sul Secchia in direzione di San Benedetto Po che però al momento evitiamo puntando sul grande impianto di bonifica di San Sisto, veramente imponente.
La foto è d’obbligo. Riprendiamo e stavolta attraverso stradine basse e arginelli arriviamo a Villa Garibaldi, nei pressi di San Benedetto.

Qui finisce la ciclabile e passiamo sulla strada

Qui finisce la ciclabile e passiamo sulla strada

La BiciBassa davanti all'impianto di sollevamento della bonifica a San Siro

La BiciBassa davanti all’impianto di sollevamento della bonifica a San Siro

Nel centro noto per la sua storica abbazia ci fermiamo sotto i portici per la classica sosta del caffettino ristoratore.
C’è la festa del Primo maggio e un impianto di amplificazione che spacca letteralmente i timpani fa da colonna sonora alla bella esibizione di un gruppo di acrobate.
E’ mezzogiorno ed è tempo di ritornare.
Max ci porta sulla strada per Moglia e dopo poco deviamo per una stradina che ci conduce giusto giusto sull’argine del Secchia, ovviamente dal lato sinistro, dove non vediamo alcun centro abitato e superiamo una ferrovia con un vecchio ponte in ferro, più o meno all’altezza di Quistello.
La strada costeggia il fiume sull’argine e, serpeggiando, ci riporta a Bondanello.
Bella escursione in una giornata di sole meravigliosa e ancora tutt’altro che calda.

La biciBassa davanti all'abbazia di San Benedetto Po

La biciBassa davanti all’abbazia di San Benedetto Po

Sulla via del ritorno: il ponte della ferrovia sul Secchia

Sulla via del ritorno: il ponte della ferrovia sul Secchia

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All’insegna del Giglio a Colorno: la biciBassa tra i fiori

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Sul ponticello di Colorno

Sul ponticello di Colorno

Gran bella giornata quella del 25 Aprile che la biciBassa aveva programmato da un paio di giorni con direzione Colorno.
Nel bel paese della Bassa parmigiana in questa data c’era la famosa manifestazione florovivaistica chiamata “All’Insegna del Giglio” dedicata al verde e ai fiori, una delle più apprezzate per la qualità degli espositori presenti e per la cornice, davvero unica, della reggia e dei suoi giardini.
Proprio per avere il tempo necessario per una visita approfondita dell’esposizione ci siamo concessi una scorciatoia arrivando a metà strada in furgone con le bici. Volendo essere di ritorno ad un orario decente, quindi non nel tardo pomeriggio, la scelta è stata obbligata.
La partenza è avvenuta alle 9, 20 circa dal ciliegio a Guastalla.
Da Brescello abbiamo preso la strada per la golena e per Ghiarole, poi siamo risaliti sull’argine fino a Coenzo. Da qui la pista ciclabile ci ha accompagnato passando sopra Mezzani fino a Copermio e quindi a Colorno in vista della reggia.
C’è stato il tempo per un caffettino in piazza per lasciar sbollire la lunga fila di accesso alla biglietteria. Così è stato.
In effetti la gente alla manifestazione era davvero tantissima, grazie ad una giornata di sole pieno e non troppo caldo (per chi poteva permettersi un po’ d’ombra, non certo per gli espositori).

Non si può certo dire che la BiciBassa sia passata inosservata...

Non si può certo dire che la BiciBassa sia passata inosservata…

Tra le rose...

Tra le rose…

Per chi ama il giardinaggio e per chi ama la fotografia questa kermesse è davvero magnifica e ricca di sorprese come di spunti interessanti. Qualcuno di noi si è pure permesso qualche spesuccia ma tutti volevamo portarci a casa piante in vaso, una più bella dell’altra, che in bici non avremmo proprio saputo dove mettere…
All’una siamo usciti perché il nostro efficientissimo Mauro aveva prenotato il pranzo in un vicino agriturismo (La Palazzina), giusto un paio di km fuori del paese.
Nonostante i tempi del servizio al tavolo siano stati eccessivi, abbiamo mangiato bene e gustato soprattutto l’antipasto a base di salumi locali su cui svettavano un buon culatello e un ottimo salame.

La BiciBassa ama da sempre la buona tavola.

La BiciBassa ama da sempre la buona tavola (foto Max).

Ottimi i salumi!

Ottimi i salumi!

Un pochino appesantiti (!) siamo rientrati All’Insegna del Giglio per completare la visita e piacevolmente immergerci di nuovo nel mare di fiori.
Proprio quando ci stavamo avviando all’uscita, il cielo, che nel frattempo si era fatto scuro, ha iniziato a scaricare pioggia battente.
Chi scrive ha colto l’occasione per fare la conoscenza dell’anziano libraio che ha bottega proprio nella reggia di Colorno, in una cornice da negozio d’altri tempi.
Questione di una ventina di minuti poi, senza più pioggia, le bici sono state inforcate di nuovo, stavolta con una giacchettina in più perchè il temporale aveva fatto calare la temperatura in modo deciso.
La via del ritorno è stata la stessa dell’andata anche se complicata da folate di vento contrario su buona parte del tragitto.
Siamo arrivati a Brescello contenti per l’ottima giornata, passata in modo alternativo e godibilissimo, con ancora negli occhi lo stupendo panorama floreale di Colorno.

La libreria di Colorno

La libreria di Colorno

Sulla via del ritorno con la giacchetta in più.

Sulla via del ritorno con la giacchetta in più (foto Max).

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