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La biciBassa nella nebbia sui tre Ponti di Po e Oglio

La nebbia sull'argine a Cizzolo

La nebbia sull’argine a Cizzolo

Domenica 27 Ottobre la bici Bassa si è ridotta numericamente ai minimi termini. Siamo rimasti in tre soltanto a sfidare la nebbia che avvolgeva le case della Bassa reggiana la mattina ancora alle 9,30. Essendo il primo giorno di ora solare in realtà la nostra partenza è come se fosse avvenuta alle 10,30. Eppure la nebbia era ancora molto persistente. Ma ci poteva fermare?

Il terzetto è quindi partito quasi senza meta con la sola volontà di fare una sgambata prima che l’umidità e il freddo (che quest’anno tarda davvero) ci consigliassero le pantofole invernali.

Si è deciso per un classico giretto al ponte di barche a San Matteo delle Chiaviche ma, come scriverò, il percorso si è allungato decisamente.

Convinti di essere a casa per il mezzogiorno ce la siamo presi piuttosto comoda fermandoci sull’argine maestro del Po tra Cizzolo e San Matteo delle Chiaviche per fotografare la fumana fitta sui coltivi e sui pioppeti che anticipavano il Grande Fiume. E’ sempre bello calarsi in quello che viene descritto come il classico panorama della Bassa ma che, ad onor del vero, ormai la natura offre sempre meno se si parla di nebbie dense e persistenti.

C’è pochissima gente in giro, poche le macchine e dopo la sosta sull’argine prendiamo la nuova pista ciclabile che costeggia la strada per il ponte di barche. Era ferma da tempo, ora è stata ultimata con un ghiaino chiaro molto fine ben compattato, posta in sicurezza rispetto alla strada da una staccionata in legno.

Bellissima ciclabile che però è breve, infatti l’ultimo tratto corre ancora sulla strada asfaltata.

Sulla nuova ciclabile a San Matteo davanti alla bella villa rurale

Sulla nuova ciclabile a San Matteo davanti alla bella villa rurale

Scendiamo sul ponte nella bruma che si sta diradando e ormai la visuale è più ampia. Rimane una diffusa foschia e il sole non riesce a sbucare.

Sulla sponda mantovana percorriamo l’argine dell’Oglio in direzione di Borgoforte. La nostra tappa è il Ristorante Terrazza sul Po dove sappiamo ci aspetta il caffettino ristoratore che già avevamo gustato durante una bici Bassa con tutt’altro clima in piena estate torrida.

Prima di arrivare ci fermiamo ad ammirare la confluenza dell’Oglio col Po che, con la foschia che rende acqua e cielo dello stesso colore è veramente affascinante e sa di immense distese terracquee degne di un’altra dimensione. Il tutto nel silenzio rotto solo dal volo di alcune anatre sul fiume. Che meraviglia!

Dopo il rapido caffè che gustiamo in piedi ci avviamo a Borgoforte entrando in paese e girando tra le case, la chiesa e il viale del municipio.

Ci portiamo quindi sulla statale dove non c’è ciclabile e affrontiamo il terzo ponte della mattinata dopo quelli di Guastalla e di San Matteo.

Sappiamo bene di essere in ritardo sulla tabella di marcia e decidiamo di non tornare sull’argine del Po ma puntiamo su Suzzara che raggiungiamo seguendo una strada interna che ci permette di abbandonare la rischiosa statale. Ormai la nebbia è svanita ma il sole ancora si fa desiderare.

Prendiamo per Riva di Suzzara facendo la strada di buona lena. Seguiamo la classica via Zamiola e più avanti in Luzzara saliamo finalmente sull’argine dove ci attende la nostra amata ciclabile. Da qui a Guastalla è cosa di pochi minuti. Ottimo giro di circa 58 km nella nebbia e con una temperatura accettabilissima.

Il ponte di barche e la foschia

Il ponte di barche e la foschia

Le case galleggianti degli amici del fiume a Scorzarolo

Le case galleggianti degli amici del fiume a Scorzarolo

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La biciBassa a Boretto tra Bonifica e l’uomo del ponte

bicibassa-boretto-ciclabile

Domenica 8 Settembre la biciBassa si è divisa in due gruppi.

Il primo ha deciso di puntare verso lontani lidi e per la precisione sulla ciclabile Stellata-Ferrara. Il secondo gruppetto ha puntato sulla visita a due luoghi simbolo della Bassa Reggiana.

Da tempo lo si voleva fare ma non ce n’era stata l’occasione anche se tantissime volte siamo passati davanti alle due mete. La prima è l’impianto della Bonifica a Boretto.

Eravamo nei paraggi e dalla ciclabile abbiamo notato la presenza di due addetti e il grande portone aperto. Che fare? Andare a vedere!

Abbiamo così colto l’occasione favorevole perché il grande complesso era in attesa di una visita programmata di un gruppo. Ci siamo quindi fatti avanti e in attesa che il gruppo arrivasse ci siamo gustati la splendida proiezione multimediale che può contare su un pannello-parete alto 14 metri e una serie di proiettori sincronizzati. Il video illustra la storia della bonifica e le sua attività quotidiane con una serie di giochi visivi ad altissimo impatto unite ad animazioni e suoni davvero riuscitissimi. Vale davvero la pena visitare l’impianto e il suo enorme locale contattando la Bonifica anche solo per questa proiezione.

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All’interno si possono notare anche le macchine anteguerra per l’apertura delle paratie che immettono l’acqua in Fiuma e la ricostruzione di un ufficio arredato con materiale di parecchi decenni addietro sempre appartenente alla Bonifica assieme alle molte foto inedite raccolte in album.

Restiamo in zona, vicinissimi e andiamo al museo Dino Gialdini.

Incontriamo il “vecchio” pontiere Romano Gialdini, figlio di un altro pontiere, Dino. È Romano che ha fortemente voluto questo museo vivo detto “Casa dei Pontieri” ed è lui che ci viene incontro dopo che abbiamo chiesto informazioni al ristorante sul piazzale.

Ci illustra una per una le foto storiche, ci narra del lavoro sul ponte e degli imprevisti, delle fatiche per aprire alle imbarcazioni in transito e per rimetterlo in sesto subito dopo. Le fotografie storiche sono meravigliose e per chi ama il Po sono davvero ricordi da fissare bene in mente.

Romano ha mantenuto tutto il possibile e quello che è andato perduto ha cercato di rintracciarlo altrove, persino alcuni barconi originali in cemento provenienti dal ponte di Guastalla. Ha terminato il modellino del ponte Boretto – Viadana iniziato dal padre tanti anni fa, curato in ogni minimo particolare e nel religioso rispetto della scala.

Ci porta poi in un ambiente aperto da un lato in cui sfoggia la sua collezione di arnesi di ogni tipo indispensabili al lavoro sui ponti in chiatte.

È ormai tardi, è l’ora del pranzo e non c’è il tempo per terminare la visita: la faremo un’altra volta. Perché è sicuro che da Romano torneremo appena possibile. Anche perché oltre all’attrattiva della storia del ponte c’è lui, un vero uomo del Po, non solo per il lavoro che ha svolto per una vita ma soprattutto per la sua umanità e umiltà. Alla fine ci offre un Crodino e ci lasciamo portando a casa l’immagine bellissima di un uomo di oggi che stringe il suo passato nel cuore e che ha carisma da vendere pur nella sua fiera semplicità.

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Romano Gialdini, l'ultimo pontiere del Po

Romano Gialdini, l’ultimo pontiere del Po

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La biciBassa nei dintorni di Borgoforte (MN)

La bella villa antica a Borgoforte

La bella villa antica a Borgoforte

Domenica 21 Luglio si sente l’aria della pausa estiva per la biciBassa. Il caldo ormai è costante e la temperatura, pur non essendo ancora arrivata ai massimi stagionali, di certo non invita allo sport. La bici comunque facilita le cose perché pedalando l’aria sul viso attenua il senso del calore. La biciBassa quindi parte anche in questa domenica assolata.

Siamo invitati a Luzzara, ospiti di Roberta e Alberto, che al ritorno della biciclata ci ospiteranno sotto una bella struttura in muratura che permette un’ottima ombreggiatura, quello che ci vuole.

Partiamo quindi in direzione nord con l’intento di ritornare a Luzzara in orario perfetto per il pranzo. In testa c’è Domenico che per l’occasione sfoggia un finissimo completo bianco con inserti neri da vero playboy-ciclista.

La biciBassa davanti alla corte Rozza di Tabellano (MN)

La biciBassa davanti alla corte Rozza di Tabellano (MN)

Domenico, campione di eleganza della biciBassa

Domenico, campione di eleganza della biciBassa

Da Guastalla arriviamo sulla vecchia statale per Mantova passando da Tagliata e da questa scendiamo per la località Maso di Luzzara attraverso strade poco trafficate. La stretta ciclabile al bordo della statale ci porta poi in paese. Raccogliamo Roberta e Alberto e riprendiamo puntando su Riva di Suzzara per poi percorrere un tratto ghiaiato della ciclabile sull’argine del Po. Giunti a Tabellano scendiamo in paese e svoltiamo a destra per inoltrarci tra le campagne che ci separano da Borgoforte che vediamo dall’altra parte del Grande Fiume quando risaliamo sull’argine. Da qui si scende passando per un deposito di inerti per poi subito arrivare alla strada che passa sotto il ponte della ferrovia e sotto il ponte della statale che raggiungiamo dopo una breve salitina.

Passiamo sotto il ponte ferroviario prima di salire sul ponte di Borgoforte

Passiamo sotto il ponte ferroviario prima di salire sul ponte di Borgoforte

Il ponte di Borgoforte

Il ponte di Borgoforte

L'arrivo al ponte di Borgoforte dall'argine in destra di Po

L’arrivo al ponte di Borgoforte dall’argine in destra di Po

La biciBassa entra a Borgoforte

La biciBassa entra a Borgoforte

Siamo già a metà del ponte, quindi usciamo dal tratto più pericoloso in pochi minuti per puntare verso il paese di Borgoforte dove incrociamo un gruppo di ciclisti reggiolesi tra cui l’amico Tiziano.

Da Borgoforte si risale sull’argine nei pressi di una bellissima villa antica perfettamente restaurata che domina le campagne appena fuori l’abitato. Da quel punto la ciclabile si snoda tra due paesaggi contrapposti. A destra la campagna piatta e poco abitata e a sinistra la vegetazione ripariale che a tratti fa vedere il Po e gli enormi sabbioni.

La biciBassa in posa sull'argine del Po vicino a Scorzarolo

La biciBassa in posa sull’argine del Po vicino a Scorzarolo

Performance di Alberto davanti ai gradoni dell'argine a Scorzarolo

Performance di Alberto davanti ai gradoni dell’argine a Scorzarolo

La biciBassa si riposa alle Terrazze sul Po di Scorzarolo

La biciBassa si riposa alle Terrazze sul Po di Scorzarolo

Superiamo il paesino di Scorzarolo in cui eravamo scesi alla ricerca di un bar. Non c’è e troviamo la giusta fonte per il caffettino e qualche pezzetto di torta al ristorante “Le Terrazze sul Po” poco oltre, sempre restando sull’argine.

Nadia risente di un calo di pressione dovuto al caldo e l’ora ormai avanzata ci consiglia il ritorno che avviene sullo stesso argine fino a Borgoforte da cui percorriamo il ponte in tutta la sua lunghezza restando sulla statale fin oltre Sailetto dove prendiamo una deviazione sulla sinistra, via Pasine, che ci conduce attraverso un percorso senza auto fino a Suzzara. Da qui torniamo verso il Po passando per Riva e attraverso la strada interna approdiamo a Luzzara.

Qui tra vinello fresco, pasta fredda, salame, prosciutto e melone si conclude divinamente bene la giornata della biciBassa !

Anche questo è... biciBassa !

Anche questo è… biciBassa !

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La biciBassa alla festa dell’asparago di Mesola (FE)

bicibassa pomposa 2

bicibassa vendita asparagi mesola

Riceviamo da Max e volentieri pubblichiamo:

Dopo diversi posticipi dovuti al maltempo che continua a perseguitarci senza sosta , Mercoledì 1° Maggio, finalmente sei componenti della biciBassa sono partiti per una trasferta davvero unica: destinazione Mesola, in occasione della fiera dell’asparago.

Partenza ore 7,30 e, dopo un paio d’ore abbondanti d’auto, scarichiamo le nostre bici nel parcheggio dell’Abbazia di Pomposa, punto di partenza del percorso che ci condurrà dopo 20-25 Km di pedalata appunto a Mesola.

Non potevamo però partire senza prima visitare l’Abbazia: un piccolo gioiello.

bicibassa pomposa 1

bicibassa pomposa 3

Dopo un classico caffè.., stavolta con pasta (la colazione ormai era un lontano ricordo e c’era bisogno urgente di carboidrati), inforchiamo le ns. 2 ruote.

Partiamo attorno alle 11 e, dopo circa 10 Km, arriviamo al Boscone della Mesola, ultima testimonianza della vegetazione che ricopriva interamente la nostra Pianura Padana.

Percorriamo all’interno il percorso della zona aperta al pubblico lungo circa 4 Km su un fondo sterrato ma ben compatto, poi attraverso lunghi viali ombreggiati da pioppi e pini marittimi, quindi arriviamo a Torre Abate: antica costruzione del ‘500 nata per la bonifica della zona.

bicibassa bosco mesola 2

bicibassa bosco mesola 3

bicibassa bosco mesola 1

bicibassa mesola affamati

L’ora è tarda, lo stomaco vuoto comincia a lamentarsi, ma per fortuna la meta è vicina. Arriviamo a Mesola alle 14 dove, attorno all’omonimo bellissimo castello, si svolge la fiera. La festa era affollata ma vivibile e c’erano diverse bancarelle di prodotti tipici tutt’attorno al castello.

Ci “fiondiamo” nell’osteria della Pro-loco e solo dopo specialità a base, ovviamente, di asparago tipico della zona, cominciamo a rinsavire.

bicibassa mesola tortelli

Il ritorno a Pomposa è invece per la ciclabile sull’argine maestro che segue il tratto finale del percorso “Destra Po”, la stessa che idealmente potrebbe portarci fino a Guastalla.

A parte quest’ultima ciclabile, le altre percorse erano strade della circolazione ordinaria, quindi asfaltate ma di secondaria importanza con poco traffico e godibili in bicicletta.

Nota: La biciBassa solitamente è baciata dalla fortuna, non si ricordano a memoria d’uomo forature in nessuna delle innumerevoli uscite effettuate in questi anni. Nella sola uscita di Mesola invece abbiamo avuto ben 2 forature…

bicibassa sfondo torre abate

torre abate bicibassa

bicibassa mesola max

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Firma la petizione UN PO CICLABILE

Porto nell’home page della biciBassa una richiesta giunta dalla associazione Uomo e Territorio Pronatura. Era stata pubblicata come commento ma ora la riporto di seguito per dare maggiore visibilità.

Invito tutti a firmare la petizione. Io l’ho fatto!

Daniele

“ciao a tutti, vorrei segnalarvi la petizione Un PO ciclabile, lanciata dalla mia associazione, Uomo e Territorio Pronatura, per chiedere a Regione Lombardia ed alle Province lombarde di attivarsi concretamente per rendere ciclabile il sistema di argini del Po, una modalità semplice e poco dispendiosa per contribuire allo sviluppo di forme di turismo sostenibile in queste aree.
La petizione si può firmare anche on line qui:
http://www.uomoeterritoriopronatura.it/index.php?option=com_content&view=article&id=139&Itemid=120

Firmate?

Grazie

Silvia, volontaria”

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La biciBassa tra argini e pioppeti

Il gruppo biciBassa tra i pioppeti

Vittorio e il pescatore

Domenica 11 Marzo tempo bello e freschetto.

La destinazione prevista è il ponte di barche a Torre d’Oglio, meta abituale per un giretto senza pretese di inzio stagione.

Si parte alle 9,45 in direzione del ponte sul Po Guastalla-Dosolo: il vento è contro, quindi ci gusteremo una salita al ritorno col vento a favore.

Ci portiamo come al solito sull’argine sinistro del Po che percorriamo fino all’altezza di Cavallara. Decidiamo di optare per la prosecuzione della ciclabile sull’argine che in quel punto abbandona il comodo asfalto per la ghiaia e i buchi. E’ un percorso che non avevamo mai fatto già sapendo che le condizioni della ciclabile non erano certo ottimali.

Tuttavia ci spinge il desiderio di trovare una stradina in mezzo ai pioppeti che, da questo lato del Grande Fiume, ci conduca al punto in cui l’Oglio sfocia in Po: luogo molto interessante dal punto di vista panoramico.

Aggiriamo Cizzolo e nei pressi di una grande villa in stile medievale, con tanto di merli come usava nell’architettura di un secolo fa che copiava i simboli dell’età dei castelli, troviamo una stradina sterrata che scende a destra. La direzione è quella giusta ma già da subito si vede che si biforca.

Gustavo decide per tutti di prendere la strada a sinistra. Facciamo pioppeti su pioppeti e, quando vediamo una radura, si apre il fiume davanti a noi. Però non è l’Oglio, è il Po!

Troviamo sul posto un pescatore e un energico uomo di Po, Vittorio, che ci racconta un po’ della sua storia e ci spiega il significato di un paio di maestà o cappellette edificate per chiedere al Divino la protezione per i barcaioli del Grande Fiume che scorreva un tempo molto vicino all’abitato di Cizzolo mentre oggi è ben distante. Quei barcaioli trainavano in risalita le barche con la forza. Un mestiere duro che oggi con fatica riusciamo a comprendere appieno.

Il gruppo nella radura

Fare amicizia con Vittorio non è difficile e ci strega coi suoi racconti simpatici. Però il tempo scorre troppo veloce e siamo ancora troppo distanti dalla meta finale.

Abbandoniamo i pioppeti e ci portiamo ancora sulla ciclabile che ci porta stavolta, via Cizzolo, sull’argine-strada maestra che conduce a San Matteo della Chiaviche.

E’ troppo tardi: decidiamo di rinunciare al ponte e ci fermiamo per il caffettino.

Poi di corsa a casa ritornando, dopo il grande canalone di San Matteo delle Chiaviche, sulla ciclabile del Po che abbiamo fatto all’andata. Questa volta con il vento che ne frattempo si è alzato e che ci costringe ad un doppio sforzo.

Una quarantina di chilometri tranquilli. Ha vinto il placido Po che ci ha contagiato con uno dei suoi uomini: Vittorio.

Vittorio, uomo di Po

Il Po nei pressi di Cizzolo

Gustavo si fa superare da una anziana signora (con bici elettrica)

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La biciBassa alla “due ponti” tra Guastalla e Viadana

La biciBassa a Boretto

La chiesa di Boretto

Domenica 9 Ottobre il freddo si comincia a sentire decisamente nonostante la bella giornata di sole.
Un anello quasi interamente di strada ciclabile riservato agli amanti della bici è il percorso che scegliamo per un giretto che prepara la chiusura dell’anno 2011 della biciBassa.
Partiamo alle 9,40 per scongiurare le temperature più basse e l’abbigliamento comincia ad essere pesante mentre l’aria che respiriamo rinfresca i bronchi un po’ oltre il gradevole.
Il primo ponte Guastalla-Dosolo lo affrontiamo in scioltezza tra il traffico consueto di auto e camion. E’ una liberazione quando saliamo sull’argine maestro del Po e ci rilassiamo godendo della vista sopraelevata.
La strada la conosciamo bene per averla fatta mille volte ma è sempre un piacere per noi della biciBassa che siamo affezionati a questa ciclabile bella e godibile per ogni età.
Prima di Viadana si è obbligati a percorrere un tratto di strada trafficata ma ben presto si raggiunge il secondo ponte Viadana-Boretto che superiamo di slancio tra le vetture che ci sfrecciano accanto.
Da qui è tutto un piacere perché la ciclabile corre tra le campagne coltivate a destra e il fiume che a tratti si intravede a sinistra tra i pioppeti e le lanche del Grande Fiume tra cui quella di Gualtieri detta “degli Internati”. Qui ci fermiamo a fare alcune foto e percorriamo lo specchio d’acqua sulla riva passando di fianco a baracche degli amanti del Po su un sentiero in terra battuta tra vegetazione spontanea rigogliosa e pioppeti.
Sbuchiamo sulla strada ormai nei presso del lido Po di Gualtieri.
La ciclabile poi ci porta al Crostolo che superiamo sul bel ponte di legno (che necessita di urgente manutenzione!). Da lì il viale a pioppi cipressini ci porta fino in centro a Guastalla dove termina la biciBassa di metà Ottobre.

La cava "degli Internati" a Gualtieri

Daniele, Nadia, Donato, Paola e Sergio alla cava degli Internati

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