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La Bicibassa torna a De Gustibus

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Alcuni di noi della BiciBassa c’erano già stati lo scorso anno ma lo splendore di Villa Malenchini a Carignano di Parma merita una ri-visita in occasione di De Gustibus, evento dedicato ai prodotti gastronomici di qualità.

Domenica 8 maggio, festa della mamma, con noi ci sono i due nuovi adepti della BiciBassa Giuliana e Denni che si lanciano nella sfida di un percorso medio ma, per chi inforca la bici dopo un anno, non proprio elementare.

Guidati dal mitico Max che, attrezzato con il computer di bordo-manubrio, sarà il nostro faro, decidiamo di accorciare in auto fino a San Prospero di Parma per avere il tempo di una visita approfondita alla manifestazione e per un comodo rientro a casa entro le 19.

Scaricate le bici comincia il tour che si snoda su un ampio anello lungo stradine di campagne a sud di Parma per gustare le fioriture di papaveri nei campi e per non essere affumicati dalle auto.

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Arriviamo a Monticelli Terme dove facciamo sosta per un primo caffettino, un classico della BiciBassa.

Poi si riprende ancora tra i campi e le distese di piantine di pomodoro a perdita d’occhio e tocchiamo o aggiriamo paesi come Basilicanova e Mamiano, poi ci spostiamo su una provinciale per superare il fiume Parma, ed ecco il piccolo borgo di Panocchia con castello, Vigatto, Corcagnano, insomma un bel giro dell’alta pianura di Parma con le colline sullo sfondo e il castello di Torrechiara che ci guarda.

Un viale di tigli in mezzo ai campi è un invito alla foto di gruppo

Un viale di tigli in mezzo ai campi è un invito alla foto di gruppo

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Giunti a Villa Malenchini ci seminiamo tra i banchetti di De Gustibus ma l’ora è propizia e il richiamo della fame ci riunisce in un batter d’occhio. Ecco tutta la BiciBassa sotto un ombroso albero a sgranocchiare un bel panino con prosciutto, discreto il secondo, durissimo il primo, roba da demolire le mandibole. Poi frutta o gelato per tutti.

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Visitiamo il parco invaso da pic-niccari di ogni età e bambini che si divertono da morire con tutto quel verde. Davvero splendida la villa di cui apprezziamo il piano terra, visitabile liberamente e lo scorcio da piccola Versailles che si allunga verso le colline con una prospettiva meravigliosa tra siepi e bordure ben curate, tipiche dei giardini storici italiani.

A dire il vero non sono molti i banchetti di espositori, tra enogastronomia e fiori, diciamo una piccolissima selezione. Affollati solo quelli dedicati al cibo da consumare subito anche con cottura sul momento a brace (e relativo fumo che investe i presenti).

 

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De Gustibus è quindi una piccola chicca espositiva dove i visitatori sembrano in gran parte famiglie che hanno dedicato la domenica ai prati dell’immenso giardino.

Ma è ormai pomeriggio inoltrato e il nostro sguardo si attarda sulle colline su cui è arrivato un velo scuro. L’occasione di un corso rapido di degustazione di olio ci inchioda convinti. E appagati, nonostante le prime goccioline.

Il ritorno è accompagnato da pioggerella a tratti, ma appena appena, insomma schiviamo la pioggia seria di cui vediamo le tracce sull’asfalto bagnato nei dintorni della città che attraversiamo per tagliare verso San Prospero.

Purtroppo il nostro Denni buca ancora ben lungi dal parcheggio. Per sua fortuna la BiciBassa è attrezzata di soccorritori che lo raccattano con furgone e lo recapitano fino a domicilio…

Alla fine un bel giro in bici di circa 55 km totali e una domenica davvero piacevolissima.

 

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La biciBassa a villa Malenchini per De Gustibus 2015

riceviamo da Max e pubblichiamo:

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A volte anche un semplice volantino trovato in un bar può dare il “LA” ad un’uscita della Bicibassa.
Avvisava che una manifestazione chiamata “De Gustibus” si sarebbe tenuta il 10 Maggio a Carignano, sulle prime colline di Parma, nella splendida cornice di Villa Malenchini.
Già il nome dell’evento non poteva che attrarre inevitabilmente la Bicibassa, solitamente “restia” a tutto ciò che riguarda cibo e affini, ma ciò che ha fatto scattare ulteriormente la molla è stata la possibilità di poter visitare una splendida Villa del ‘700 solitamente chiusa al pubblico.

 

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Ecco così che Domenica 10 Maggio lasciate le auto a S.Prospero di Parma, 6 prodi rappresentanti della bicibassa, hanno iniziato un itinerario che li ha portati seguendo strade a basso traffico, ma ad alto tasso paesaggistico (complice una tersa giornata di primavera), in questa splendida Villa. Totale percorso andata 33 km via Monticelli – Basilicanova – Mamiano – Corcagnano.
Le foto raccontano più di tante parole.
Ritorno più breve (25 km) per un giro ad anello.
“De Gustibus” era già alla 10^ edizione, noi non lo sapevamo, ma per l’11^ potremmo farci un pensierino…

 

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La BiciBassa a Vignola

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riceviamo da Massimo sull’itinerario del 13 Aprile scorso:

 

Aprile: stagione di fioriture.
Si decide di sfruttare il periodo propizio per vedere i ciliegi in fiore.
Quindi quale luogo migliore per vederne in quantità se non Vignola?
A due anni esatti di distanza ecco così il gruppo Bicibassa ritornare a percorrere l’ex ferrovia dismessa Modena-Vignola, ora per la gioia di molti fruitori trasformata in pista ciclabile.
Tanti i ciliegi dai caratteristici fiori bianchi che riempiono il paesaggio. Ma ecco che quando meno te lo aspetti, il fiore non è più bianco ma giallo, un campo giallo pieno fino all’orizzonte ci “costringe” ad una “obbligatoria” sosta.
Un’anziana signora ci dice che è un campo di olio di sansa…ci fidiamo sulla parola.
Poi si riparte, Vignola è vicina.
Chiaramente come è tradizione della Bicibassa si digiuna…..oggi ci cibiamo solo dei colori del paesaggio……
Una piacevole gita che potrebbe diventare un classico di primavera della Bicibassa.

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La BiciBassa tra estate e autunno 2014

Davanti al santuario delle Grazie con i madonnari

Davanti al santuario delle Grazie con i madonnari

Quest’anno il tempo di aggiornare il sito della BiciBassa è stato davvero pochissimo.
I nostri seguaci online si saranno chiesti che fine abbiamo fatto.
Invece la BiciBassa è attiva più che mai e ha realizzato itinerari in bicicletta interessanti e soprattutto divertenti nei mesi appena passati.

Ferragosto alle Grazie

Da ricordare il giro di Ferragosto quando ci siamo diretti all’antica festa che si tiene a Grazie, a pochi chilometri da Mantova.
E’ un itinerario che anche i nostri nonni compivano in bici, una sorta di appuntamento obbligatorio di generazione in generazione. E noi che siamo portatori del valore-bicicletta, rigorosamente in compagnia, abbiamo voluto imitare i nostri vecchi.
Quest’anno fortunatamente il livello del fiume Oglio non era troppo basso e ci ha permesso di percorrere la strada che supera il ponte in barche di Torre d’Oglio, lo scorso anno chiuso.
La giornata è stata spettacolare. Un giorno di Ferragosto con una leggera brezza e sole non troppo caldo è da scrivere negli annali della BiciBassa. Le previsioni del tempo minacciavano temporali e il cielo scuro l’abbiamo visto sia all’andata che al ritorno, ma sempre in lontananza e la pioggia, se da qualche parte è caduta, l’ha fatto lontano da noi.
All’andata abbiamo scelto la via dritta e larga che da Cesole arriva fino alla deviazione per la Via Santa fino alle Grazie. Al ritorno invece abbiamo fatto una sosta caffettino a Buscoldo.
Ma la fiera a Grazie è stata il momento centrale con la sua folla (in verità meno densa del previsto), i suoi madonnari che hanno colorato di belle immagini l’asfalto davanti al santuario e naturalmente il panino con il cotechino!
Mai mangiato?
Errore, è da provare assolutamente e anche in agosto è una goduria.
Li abbiamo comprati nel forno situato nel cuore del paese e ce li siamo gustati in riva al lago sotto l’ombra di grandi piante.
Altri amici della BiciBassa ci hanno raggiunto provenienti da strade alternative e dal ponte di Borgoforte. Così il gruppo si è riunito.
Siamo rientrati a Guastalla verso le 18, in tempo per un gelato sotto i portici di via Garibaldi (con foto ricordo).
Bellissima festa di Ferragosto. Da ricordare!

Questa, lo sapremo solo dopo, l'opera che vincerà il concorso dei madonnari

Questa, lo sapremo solo dopo, l’opera che vincerà il concorso dei madonnari

Il picnici della BiciBassa alle Grazie in riva al lago.

Il picnic della BiciBassa alle Grazie in riva al lago.

Fantastico: il panino con il cotechino!!!!!

Fantastico: il panino con il cotechino!!!!!

Di ritorno ci fermiamo per una foto sulle sponde del fiume Oglio.

Di ritorno ci fermiamo per una foto sulle sponde del fiume Oglio.

Sotto i portici a Guastalla dopo un buon gelato.

Sotto i portici a Guastalla dopo un buon gelato.

Ferrara e Mantova per la BiciBassa

Due meraviglie del Rinascimento ci hanno accolto in gruppetti eterogenei in due diverse occasioni.
Nel caso della città emiliana abbiamo voluto coniugare la bici (per pochi) con la visita della festa dedicata ai buskers, gli artisti di strada che da molti anni alla fine di agosto riempiono le vie di Ferrara portando musica e ritmo di paesi diversi.
Se gli artisti ci hanno spesso divertito e appassionato, non possiamo dire altrettanto per le piste ciclabili di cui Ferrara va fiera autoproclamandosi la capitale italiana della bici.
Chi di noi si è cimentato nella vita cittadina su due ruote visitando lo splendido centro ricco di bellezze e palazzi straordinari ha purtroppo toccato con mano qualche nota stonata, anzi stonatissima fortunatamente in mezzo a vere chicche positive come Palazzo Schifanoia, ottimamente attrezzato.
Un esempio-no: il museo archeologico di Ferrara nella meravigliosa cornice del palazzo detto di Ludovico il Moro pare non accettare le bici! Proprio così. A Ferrara, città della bici e a misura d’uomo, uno dei principali musei le bici non le vuole? Capita anche questo… Chi scrive è entrato spingendo a piedi il ciclo nel cortile in cerca di un luogo adatto, subito fermato da una solerte custode che mi ha invitato a uscire ritornando in strada e là lasciare sul marciapiede il mezzo di locomozione perché non accettato nonostante gli ampi spazi disponibili. Anzi, ha raccomandato di stare attenti e di fissare bene la catena perché la piaga dei furti, anche a Ferrara è in costante aumento. Peccato però che all’esterno l’unico elemento cui attaccare l’antifurto fosse la calata della messa a terra del parafulmine! Che caduta di stile per Ferrara: uno dei suoi gioielli non è bici-friend ma le bici non le tollera e le butta in strada! Ma gli amministratori di Ferrara lo sanno?
Quello che non possono non sapere è che il famoso (e pubblicizzato) circuito di piste ciclabili che gira tutto attorno alle belle mura è un colabrodo. Buche a ripetizione, ghiaia smossa e talvolta persino pericolosa quando si interseca la via asfaltata in cui circolano le auto. Peccato davvero!

Mantova è stata visitata durante la domenica di chiusura del Festival della letteratura.
Un gruppo della BiciBassa l’ha raggiunta dal ponte di Borgoforte e via Bagnolo San Vito fino al lago inferiore. Altri hanno approfittato della breve ciclabile da Grazie fino al lago di mezzo e al comodo arrivo in piazza Sordello.
Con la ressa di quei giorni girare in bici è pura follia. Abbiamo preferito metterla in zona sicura e girare a piedi. Un gran bello spettacolo sempre e, per chi ama i libri, un momento magico di inizio di settembre.

 

Sotto le mura di Ferrara

Sotto le mura di Ferrara

A Mantova la BiciBassa durante il Festival della letteratura

A Mantova la BiciBassa durante il Festival della letteratura

Piazza Sordello

Piazza Sordello

La BiciBassa a Caseifici aperti
Ormai noi della BiciBassa siamo abituati a frequentare le cantine a maggio in occasione di Cantine aperte.
Potevamo trascurare questa nuova festa dedicata ai luoghi in cui si produce il formaggio? Proprio noi che viviamo di Lambrusco e Parmigiano Reggiano?
E Allora domenica 5 ottobre la nostra bussola ha puntato le campagne tra Castelnovo Sotto e Poviglio dove ci aspettava la latteria La Grande, centro di produzione del re dei formaggi italiani.
Abbiamo raggiunto la località passando per San Rocco di Guastalla da cui, al termine della lunga via Ponte Pietra, siamo saliti sull’argine del Tassone e da qui, dopo una rapida visita all’antico ponte delle Portine sul Crostolo, siamo scesi a Santa Vittoria. La strada prescelta ci ha condotto a Meletole e, grazie ad una via di origine romana drittissima, siamo arrivati alla Grande.
Ci ha accolto il presidente, coadiuvato dall’ottimo casaro e da alcuni soci che ci hanno offerto una dimostrazione del taglio di una forma. Ringraziamo particolarmente Guerrino Alberici che ha spiegato passo passo tutta la lavorazione che conduce dal latte alla forma finita. E vista proprio nelle sale in cui avviene è stata una lezione di grande interesse.
Ottimi gli assaggi, sempre particolarmente graditi dalla BiciBassa, annaffiati con buon lambrusco e allietati da una sontuosa spalla cotta.
Niente da dire: davvero bravi alla latteria La Grande di Castelnovo Sotto di Reggio Emilia.

 

Il ponte delle Portine a Santa Vittoria

Il ponte delle Portine a Santa Vittoria

Siamo arrivati al caseificio La Grande e ci accoglie il casaro.

Siamo arrivati al caseificio La Grande e ci accoglie il casaro.

La BiciBassa in posa tra le forme di Parmigiano Reggiano con il presidente del caseificio.

La BiciBassa in posa tra le forme di Parmigiano Reggiano con il presidente del caseificio.

Come di consueto la BiciBassa chiude l’annata ciclistica senza il nostro mezzo preferito ma dedicandosi ad una visita turistica. Quest’anno il nostro Claudio ci ha guidato alla scoperta di Rimini e dintorni (San Leo e Verucchio).
Non potevamo celebrare il riposo autunnale se non con una cena in un noto ristorante riminese!

 

La BiciBassa al ristorante: pesce!!

La BiciBassa al ristorante con la proprietaria. Dopo tanta bici è ora del pesce!!

 

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BiciBassa è anche spinning !

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Poteva mai, l’inverno di questo inizio d’anno, fermare la biciBassa?

Ebbene domenica 6 gennaio per rendere omaggio alla Befana, invece che sulla scopa, le nostre cicliste hanno inforcato splendide e luccicanti bici da spinning per una sessione di allenamento al coperto. Non mancavano anche alcuni maschietti ed altri amici del centro fitness che ha avuto l’onore di ospitarci… Tutti in posa per una bella foto.

Diverse defezioni non ci hanno fermato e abbiamo affrontato con caparbietà i ritmi forsennati imposti da Alberto e dalle sue musiche ritmate e martellanti.

Una sola “debacle fisica” durante l’esecuzione forse dovuta alla foga con cui si è affrontato l’attrezzo-bike, ma subito risolta con forza e volontà.

Per un’ora e mezza Alberto ci ha guidato tra pianure e montagne, virtuali solo per il paesaggio che dovevamo immaginare, ma ben reali quanto a muscoli impegnati nello sforzo.

Un grazie sentito ad Alberto e al Kyoto Center di Guastalla che ci ha gentilmente ospitato in questa sessione di spinning destinata a presto ripetersi.

Chi ne volesse sapere di più può naturalmente contattare il Kyoto Center citando soltanto la parola d’ordine “biciBassa” . Non serve altro.

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La biciBassa da Garda a Verona per la ciclabile dell’Adige

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La biciBassa all’arena di Verona.

Venerdi 9 Agosto la biciBassa si è lanciata in una trasferta al di fuori dei soliti luoghi.

Complici alcuni di noi in ferie da quelle parti abbiamo voluto testare un percorso che dal lago di Garda ci porterà a Verona.

L’idea era quella di partire da Torri del Benaco o da Garda ma la collina che sta alle spalle di quest’ultima località lacustre si sapeva risalire con difficoltà quando non ben allenati vista la pendenza davvero impegnativa fino a Costermano.

Partiamo con ritardo perché la sera precedente ha fatto burrasca e il cielo si è aperto al sereno solo dopo le 9.

Ci siamo portiamo quindi presso la località di Costermano, oltre il dislivello altimetrico importante di cui si diceva, e abbiamo parcheggiato i mezzi nella zona industriale dotata di comodi parcheggi. Da qui abbiamo seguito verso sud la strada principale che trova l’inizio di uno snodo di ciclabili poco più avanti di pochi chilometri. La principale delle ciclabili scende verso Affi mentre un’altra si dirige verso Caprino da cui si può proseguire verso il monte Baldo se si hanno le gambe buone e le bici adatte.

Da Costermano quindi abbiamo preso la direzione di Affi e, alla rotonda di Albarè abbiamo svoltato a sinistra sulla strada verso Rivoli Veronese dove le carte ci rivelano la presenza della ciclabile dell’Adige.

In realtà sul posto le indicazioni non sono chiarissime e i segnali della ciclabile si perdono o si confondono con quelle che puntano verso altre direzioni. Ci suggeriscono una strada e troviamo le indicazioni ricercate per cui scegliamo la direzione “Verona”.

Da Rivoli si sale su un alto colle roccioso che alcuni ciclisti ben più professionali di noi chiamano “il piccolo Stelvio”. Comprendiamo subito dopo perché.

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Sul colle vicino a Rivoli.

Il nostro campione Davide si scatena

Il nostro campione Davide si scatena

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La salita è dura…

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L’Adige nei pressi di Rivoli mostra un paesaggio meraviglioso.

La salita è decisa ma fattibile fin sulla cima dello sperone roccioso da cui si gode una vista mozzafiato verso l’Adige che in quel punto sembra scorrere tra due alte pareti rocciose che lo fanno sembrare molto simile da un canyon. Da lassù si ammira con piacere anche il castello di Rivoli posto a dominare la vallata.

Poi si scende per una strada ciclabile con pendenza molto ripida e frequenti tornanti. Fatta al ritorno in salita è da temerari o da ciclisti con un buon allenamento.

Alla base della discesa comincia la ciclabile vera e propria dell’Adige che in realtà sfrutta un percorso ben più alto sul fiume a fianco di un canale di cemento molto grande. Qui il tracciato è molto agevole, ben asfaltato e ben tenuto con una continua vista sulla vallata e sui paesi alla sinistra. La ciclabile è ben servita anche negli attraversamenti di strade trafficate perché dotata di sovrapassaggi ciclabili con base in legno molto funzionali. Un po’ monotono il canale di cemento che ci accompagnerà fino a Bussolengo ma che ritroveremo anche dopo.

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Un po’ di riposo a Bussolengo.

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Oltre la recinzione il canale di cemento ci segue per quasi tutto il percorso fino a Verona.

A Bussolengo siamo a circa metà del percorso e la segnaletica ci invita ad entrare in paese. Lo facciamo volentieri perché arriviamo alla piazza centrale dove ci ristoriamo alla fontana, facciamo la foto di rito alla grande fontana e ci sorbiamo un caffettino niente male.

Riprendiamo le bici e, uscendo dall’abitato verso Verona, ci viene indicata la via che costeggia il cimitero e che ci lancia in una bella discesa. Poco oltre ritroviamo il canale di cemento che non ci abbandonerà più fino a Chievo, alle porte della città scaligera. Proprio a Chievo, complice una segnaletica della ciclabile seminascosta, perdiamo la strada giusta. Poco male visto che nel breve entreremo in Verona per ritrovare ancora l’arcinoto canale di cemento che ci conduce avanti un bel pezzo sempre più addentro in Verona. Lo abbandoniamo solo per svoltare a sinistra e passare sotto una delle porte principali che ci condurrà in pochi minuti a Castelvecchio.

Si pone il problema di andare a mangiare qualcosa ma la città, pur offrendo molto, non ci lascia scoprire un posticino tranquillo, anche fuori mano, che offra qualcosa di poco impegnativo e il posto per un gruppetto di ciclisti.

Optiamo per il più classico dei posti per mangiare: davanti all’arena dove non si può certo dire che regalino nulla… Ma da lì appena mangiato ci spostiamo di poco per una foto rituale del gruppo davanti all’arena.

Poi un giretto a guardare le vetrine lungo il corso è obbligatorio.

La città strabocca di turisti, c’è molto caldo nelle ore centrali della giornata ma c’è il tempo per un gelatino rinfrescante. Sbuchiamo in piazza delle Erbe e scattiamo un’altra foto.

È tempo di ritornare e riprendiamo lo stesso percorso dell’andata complicato dalla salitella nei pressi di Bussolengo dove ci rifermiamo per immergere la testa sotto la fontanella che eroga un’acqua appena fresca che è ristoratrice e ci ridà la carica.

Si riparte e, giunti alcuni chilometri prima della salita di Caprino, alcuni di noi meno temerari svoltano per Affi, dove si incontra una grande zona industriale ricca anche di un grosso complesso commerciale e di un ipermercato. Qui non ci sono ciclabili e ci destreggiamo tra i grandi parcheggi e la strada ma il centro dell’abitato di Affi è vicinissimo e lo raggiungiamo per fare sosta al bici grill posto proprio all’inizio della ciclabile che ci porterà a Costermano.

Al bici grill ci gustiamo una bibita, il sole ci ha cotto un po’ ma siamo contenti di riposare all’ombra e seduti ai tavoli in legno.

Riprendiamo le bici seguendo la ciclabile che costeggia la strada principale e che in breve, superato Albarè ci riporta la parcheggio delle auto.

Un’ottima giornata molto diversa dal solito e circa una settantina di chilometri gustosissimi.

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I ponti in legno sulla ciclabile che oltrepassano le strade. Ottimi!

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Annalisa è l’ultima ad essere arrivata nel gruppo ma ha già un fiato eccezionale!

Piazza delle erbe a verona.

Piazza delle Erbe a Verona.

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La biciBassa al castello di Montechiarugolo (PR)

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castello panorama ciclabile

Domenica 12 Maggio c’è troppo voglia di uscire e finalmente questa tribolata primavera fatta, per noi della bici Bassa, di impossibili previsioni di biciclate, ora volge al bello. A dire il vero verso le 7,30 il cielo sopra Guastalla si tinge di blu scuro e qualche lampo si vede all’orizzonte. Poi tutto finisce lì e il temporale che poi scopriremo avere avuto effetti a breve distanza, ci lascia il frescolino di una mattina di inizio primavera, non certo di metà maggio.

Max ha pensato ad un giro a Montechiarugolo, in provincia di Parma dove c’è un noto castello che la maggior parte di noi non ha mai visitato.

Partiamo alle 8,30 e utilizziamo il furgone per caricare le bici e accorciare il percorso perché vorremmo ritornare in mattinata e goderci una tranquilla visita al maniero senza l’oppressione dell’orologio.

Arriviamo a Sorbolo dove parcheggiamo. Da lì seguiremo la strada che costeggia l’Enza fino alla Via Emilia. Sorbolo ha una buona ciclabile che però è funestata in modo incredibile dalla presenza di massicci dissuasori in cemento piazzati in mezzo, di certo non adatti per una ciclabile e molto pericolosi.

Seguiamo la strada verso sud con il panorama delle campagne aperte sulla destra e la vegetazione folta e selvaggia delle sponde del torrente Enza alla nostra sinistra.

Solo la salita del sovrappasso dell’autostrada ci impegna ma per il resto il percorso è in piano. Sulla via Emilia giriamo a sinistra per poi imboccare la prima strada a destra che si dirige proprio a Montechiarugolo.

Qui la strada inizia a salire ma in modo ancora piuttosto dolce e ci sono solo due o tre strappi piuttosto decisi ma in fin dei conti non troppo impegnativi. Il traffico della domenica mattina non è intenso e questo facilita la nostra biciclata in sicurezza.

Si arriva quindi ad un incrocio davanti al quale c’è un parcheggio. Da quel punto si può salire seguendo una ciclabile a fondo di ghiaia compattata o seguire, di poco a destra, la strada che sale a Montechiarugolo.

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bicibassa entrata castello

castello biglietto

Il paese è molto carino, un piccolo agglomerato di case che offre alcuni scorci di fascino ma che ha ovviamente nel grande castello il punto di interesse.

Entriamo con la visita guidata scoprendo una gentile e preparata signora che da 30 anni accompagna i turisti alla visita delle meraviglie del castello di Montechiarugolo. Si tratta di vere meraviglie e chi non c’è mai stato è rimasto a bocca aperta a partire dal giardino in stile ottocento italiano con roseti e splendide peonie. Poi c’è il primo portone che anticipa quello vero e proprio di questa rocca che al suo interno offre un cortile con aiuole, bordure, piante di agrumi, statue e un’occhiata generale davvero meravigliosa sempre all’ombra della grande torre. I proprietari, la famiglia Marchi, andrebbero premiati per la cura con la quale seguono il castello e che grazie a ciò fanno di Montechiarugolo un angolo d’Italia di cui essere davvero fieri.

castello esterno

castello prima porta

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castello cortile

L’interno non tradisce e le splendide camere arredate con mobili d’epoca sono affascinanti e ci conducono alla vita tra quelle mura nei secoli andati.

Punto di eccellenza nella visita è il panorama dal loggiato che guarda l’Enza e da cui si può scorgere il castello di Montecchio sulla sponda reggiana. Davvero una meraviglia. La visita si chiude con la storia della “fata” che è lì in una teca e di cui la guida ci rappresenta la vita-leggenda come una piéce teatrale di grande effetto. Non dico altro per non togliere la sorpresa al visitatore.

castello loggiato

castello sala interna

Dopo il classico caffè siamo ormai a mezzogiorno ed è ora di rientrare.

Fino alla via Emilia seguiamo la strada dell’andata, poi ci dividiamo e un gruppetto tenta una scorciatoia sulla sponda reggiana passando su uno sterrato sotto il ponte per poi ritrovarsi sulla via verso Gattatico che offre il classico panorama ricco di belle case agricole, di qualche corte rurale di pregio artistico che ci ripromettiamo di tornare a visitare, di chiesette solitarie.

Superiamo il ponte stradale sull’autostrada e deviamo verso Sorbolo che raggiungiamo riattraversando l’Enza verso l’una. Poi via a caricare le bici per rientrare a casa in tempo per una mangiatina come si deve.

Totale circa 40 Km, tempo ottimale, panorami belli e rilassanti e un castello da favola. Da non perdere!

sentiero nel bosco

bicibassa campagna

bicibassa gattatico

bicibassa chiesetta campagna

bicibassa ponte autostrada

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