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Arriva la primavera 2012 per la biciBassa

La scorsa settimana la neve copriva abbondantemente la Pianura Padana.

All’inizio di questa settimana il gelo era ancora pungente e le temperature notturne decisamente sotto lo zero.

Ora, a pochi giorni, il clima sembra diventato di colpo primaverile, le giornate sono soleggiate e la temperatura è molto confortevole arrivando a metà giornata sui 20 gradi.

Sono giorni di trepida attesa per il gruppo della biciBassa che sta scalpitando e sta pianificando nuove importanti sfide (ma quando mai…!).

Per ricordare questo lungo e freddissimo invermo quale foto potrebbe meglio rappresentare il gelo padano?

Un sellino innevato (scatto di dieci giorni fa).

 

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La biciBassa a Villastrada

La splendida casa liberty di Villastrada

Una casa tanto bella e antica quanto desolantemente abbandonata...

La corte agricola con le sue torri. Non è uno spettacolo da valorizzare?

Domenica 4 Settembre le previsioni meteo consigliavano di rimanere sotto le pur caldissime lenzuola estive (tempo bruttissimo in tutto il Nord), il cielo si confermava coperto e qualche goccia attorno alle 8,30 è scesa. Tutto faceva pensare ad una domenica non adatta alla biciBassa.
Solo due i temerari che, invece, si sono letteralmente “buttati” in un giretto a rischio acqua. Ma la fortuna aiuta gli audaci…

Destinazione un paese piccolo e caratteristico della sponda mantovana del Grande Fiume. Passato il ponte di Guastalla ci arriviamo dalla ciclabile del Po che corre sull’Argine Maestro, superiamo l’abitato di Dosolo e quella che ci attende è una sua frazione, Villastrada appunto.
La incontriamo vedendo in distanza il suo campanile, scendiamo dall’argine e ci troviamo per una via che sa d’antico e che ne incontra un’altra in un bivio facendoci ammirare, giusto di fronte a noi, una casa in un liberty davvero bello ed elegante.
Facciamo due chiacchiere con la proprietaria che, dal balcone, ci informa sui lavori di ristrutturazione svolti negli ultimi anni. L’esterno comunque è integro con belle inferriate alle finestre ed un portone graziosissimo.
Villastrada, di fatto, è posta su due vie parallele al fiume di cui la più bassa è quella principale su cui sorgono le poche attività commerciali.
E’ il luogo del ristorante Nizzoli, molto conosciuto per essere stato dimora mangereccia di tanti personaggi che amano la Bassa, a partire da Zavattini.
Ed è anche il luogo dello splendido recupero del Teatro Sociale: un edificio con 6 alte colonne classiche sul fronte e decorazioni degne di un grande tempio (della cultura e dell’arte appunto) che si inaugurerà, ci dicono, il mese prossimo.

Il teatro sociale di Villastrada

Fotograficamente parlando c’è di che divertirsi anche se le case più belle e annose, ricche di fascino, sono perlopiù in desolante abbandono e attendono di crollare. E’ un vero delitto.
Invece una grande e antica corte agricola con torri agli angoli che guarda l’argine maestro è abitata da famiglie di indiani ed è ancora viva anche se maltenuta in molte parti. Peccato, meriterebbe una valorizzazione ed una esperienza di visita.

Rientriamo per la stessa strada dopo aver toccato Dosolo ed aver salutato la mucca di razza rossa reggiana che il nostro amico e veterinario dosolese Guido ha messo al pascolo alla base dell’argine maestro.
L’ho fotografata e saluta tutti gli amici della biciBassa e i lettori del blog!

Gli amici del ristorante e bar Nizzoli

Due colonne e poi... l'infinito!

La mucca del nostro amico Guido

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BiciBassa e fotografia

L'unità d'Italia, il tricolore e la natura

Le geometrie delle terre del Po

Illusione di specchio d'acqua e futuri meloni

Gli argini si animano di vita

Il fiume a Boretto

Domenica 8 maggio biciclata in solitaria completamente dedicata alla fotografia dagli argini del Po.
Il percorso è classico partendo da Guastalla e passando sul ponte del Po. Dalla sponda mantovana si sale sull’argine maestro dove una splendida ciclabile asfaltata porta a Viadana. La vista dall’argine è panoramica e suggestiva perché da un lato si ammirano pioppeti e il fiume aperto mentre dall’altro si scoprono alcuni bei rustici tipici della nostra zona.
Mi è sembrata quindi azzeccata la scelta di dedicare la mattinata alle fotografie e non me ne sono pentito. La fioritura di papaveri sull’argine era copiosa ma anche nella piana sottostante non scherzava. Ho così potuto riprendere da varie angolazioni il simbolo naturale dell’Italia e dell’unità che celebriamo quest’anno. C’era infatti una casa rurale dove erano esposti ad asciugare alcuni lenzuoli bianchissimi proprio davanti ad un prato verde di erba ma anche rosso di papaveri. Dal vivo un vero spettacolo.
Anche le distese di serre per i meloni davano un’ottima prospettiva e illudevano sembrando laghi d’acqua immersi in giochi geometrici coi campi e i sentieri campestri.

Ho poi attraversato il ponte di Viadana e a Boretto mi sono goduto alcuni passaggi di una gara motonautica per mini-motoscafi con pilota che sfrecciavano ad alta velocità e viravano alla boa con alti spruzzi d’acqua.
Percorrendo la ciclabile lungo il fiume ho incontrato un podista che mi ha visto armeggiare con la fotocamera e mi ha chiesto un paio di foto da mandargli via mail. Non ricordo il suo nome e allora l’ho ribattezzato “il podista vanesio” perché un po’ narciso lo era di sicuro. È uno dei tanti imprevedibili ma simpatici incontri che si possono fare sugli argini del Po (mi ha inviato per e-mail la sua biografia e ho scoperto che è un poeta, scrittore e pittore: il suo nome d’arte è Lucciolo).

Sono rientrato sulla ciclabile tra Pieve Saliceto e Guastalla giusto in tempo, dopo una doccia calda, di aprire il prosecco per “bagnare” i tortelli verdi che erano nel piatto.

Questo lo conosco!

Mini-motoscafi sul Po.

Lucciolo, il podista vanesio

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