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Sgambatina di Pasquetta

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Eccoci di nuovo in gruppo per una sgambatina di Pasquetta.

Aria fresca, voglia di bici, qualche malanno di stagione che serpeggia ancora, ma soprattutto desiderio di aria aperta.

Un’occasione buona per percorrere la ciclabile del Po chiedendoci quando mai inizieranno i lavori di ripristino dell’arginello a Gualtieri, distrutto dalla piena dello scorso autunno. Lo spettacolo esige una risposta. No?

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La BiciBassa tra estate e autunno 2014

Davanti al santuario delle Grazie con i madonnari

Davanti al santuario delle Grazie con i madonnari

Quest’anno il tempo di aggiornare il sito della BiciBassa è stato davvero pochissimo.
I nostri seguaci online si saranno chiesti che fine abbiamo fatto.
Invece la BiciBassa è attiva più che mai e ha realizzato itinerari in bicicletta interessanti e soprattutto divertenti nei mesi appena passati.

Ferragosto alle Grazie

Da ricordare il giro di Ferragosto quando ci siamo diretti all’antica festa che si tiene a Grazie, a pochi chilometri da Mantova.
E’ un itinerario che anche i nostri nonni compivano in bici, una sorta di appuntamento obbligatorio di generazione in generazione. E noi che siamo portatori del valore-bicicletta, rigorosamente in compagnia, abbiamo voluto imitare i nostri vecchi.
Quest’anno fortunatamente il livello del fiume Oglio non era troppo basso e ci ha permesso di percorrere la strada che supera il ponte in barche di Torre d’Oglio, lo scorso anno chiuso.
La giornata è stata spettacolare. Un giorno di Ferragosto con una leggera brezza e sole non troppo caldo è da scrivere negli annali della BiciBassa. Le previsioni del tempo minacciavano temporali e il cielo scuro l’abbiamo visto sia all’andata che al ritorno, ma sempre in lontananza e la pioggia, se da qualche parte è caduta, l’ha fatto lontano da noi.
All’andata abbiamo scelto la via dritta e larga che da Cesole arriva fino alla deviazione per la Via Santa fino alle Grazie. Al ritorno invece abbiamo fatto una sosta caffettino a Buscoldo.
Ma la fiera a Grazie è stata il momento centrale con la sua folla (in verità meno densa del previsto), i suoi madonnari che hanno colorato di belle immagini l’asfalto davanti al santuario e naturalmente il panino con il cotechino!
Mai mangiato?
Errore, è da provare assolutamente e anche in agosto è una goduria.
Li abbiamo comprati nel forno situato nel cuore del paese e ce li siamo gustati in riva al lago sotto l’ombra di grandi piante.
Altri amici della BiciBassa ci hanno raggiunto provenienti da strade alternative e dal ponte di Borgoforte. Così il gruppo si è riunito.
Siamo rientrati a Guastalla verso le 18, in tempo per un gelato sotto i portici di via Garibaldi (con foto ricordo).
Bellissima festa di Ferragosto. Da ricordare!

Questa, lo sapremo solo dopo, l'opera che vincerà il concorso dei madonnari

Questa, lo sapremo solo dopo, l’opera che vincerà il concorso dei madonnari

Il picnici della BiciBassa alle Grazie in riva al lago.

Il picnic della BiciBassa alle Grazie in riva al lago.

Fantastico: il panino con il cotechino!!!!!

Fantastico: il panino con il cotechino!!!!!

Di ritorno ci fermiamo per una foto sulle sponde del fiume Oglio.

Di ritorno ci fermiamo per una foto sulle sponde del fiume Oglio.

Sotto i portici a Guastalla dopo un buon gelato.

Sotto i portici a Guastalla dopo un buon gelato.

Ferrara e Mantova per la BiciBassa

Due meraviglie del Rinascimento ci hanno accolto in gruppetti eterogenei in due diverse occasioni.
Nel caso della città emiliana abbiamo voluto coniugare la bici (per pochi) con la visita della festa dedicata ai buskers, gli artisti di strada che da molti anni alla fine di agosto riempiono le vie di Ferrara portando musica e ritmo di paesi diversi.
Se gli artisti ci hanno spesso divertito e appassionato, non possiamo dire altrettanto per le piste ciclabili di cui Ferrara va fiera autoproclamandosi la capitale italiana della bici.
Chi di noi si è cimentato nella vita cittadina su due ruote visitando lo splendido centro ricco di bellezze e palazzi straordinari ha purtroppo toccato con mano qualche nota stonata, anzi stonatissima fortunatamente in mezzo a vere chicche positive come Palazzo Schifanoia, ottimamente attrezzato.
Un esempio-no: il museo archeologico di Ferrara nella meravigliosa cornice del palazzo detto di Ludovico il Moro pare non accettare le bici! Proprio così. A Ferrara, città della bici e a misura d’uomo, uno dei principali musei le bici non le vuole? Capita anche questo… Chi scrive è entrato spingendo a piedi il ciclo nel cortile in cerca di un luogo adatto, subito fermato da una solerte custode che mi ha invitato a uscire ritornando in strada e là lasciare sul marciapiede il mezzo di locomozione perché non accettato nonostante gli ampi spazi disponibili. Anzi, ha raccomandato di stare attenti e di fissare bene la catena perché la piaga dei furti, anche a Ferrara è in costante aumento. Peccato però che all’esterno l’unico elemento cui attaccare l’antifurto fosse la calata della messa a terra del parafulmine! Che caduta di stile per Ferrara: uno dei suoi gioielli non è bici-friend ma le bici non le tollera e le butta in strada! Ma gli amministratori di Ferrara lo sanno?
Quello che non possono non sapere è che il famoso (e pubblicizzato) circuito di piste ciclabili che gira tutto attorno alle belle mura è un colabrodo. Buche a ripetizione, ghiaia smossa e talvolta persino pericolosa quando si interseca la via asfaltata in cui circolano le auto. Peccato davvero!

Mantova è stata visitata durante la domenica di chiusura del Festival della letteratura.
Un gruppo della BiciBassa l’ha raggiunta dal ponte di Borgoforte e via Bagnolo San Vito fino al lago inferiore. Altri hanno approfittato della breve ciclabile da Grazie fino al lago di mezzo e al comodo arrivo in piazza Sordello.
Con la ressa di quei giorni girare in bici è pura follia. Abbiamo preferito metterla in zona sicura e girare a piedi. Un gran bello spettacolo sempre e, per chi ama i libri, un momento magico di inizio di settembre.

 

Sotto le mura di Ferrara

Sotto le mura di Ferrara

A Mantova la BiciBassa durante il Festival della letteratura

A Mantova la BiciBassa durante il Festival della letteratura

Piazza Sordello

Piazza Sordello

La BiciBassa a Caseifici aperti
Ormai noi della BiciBassa siamo abituati a frequentare le cantine a maggio in occasione di Cantine aperte.
Potevamo trascurare questa nuova festa dedicata ai luoghi in cui si produce il formaggio? Proprio noi che viviamo di Lambrusco e Parmigiano Reggiano?
E Allora domenica 5 ottobre la nostra bussola ha puntato le campagne tra Castelnovo Sotto e Poviglio dove ci aspettava la latteria La Grande, centro di produzione del re dei formaggi italiani.
Abbiamo raggiunto la località passando per San Rocco di Guastalla da cui, al termine della lunga via Ponte Pietra, siamo saliti sull’argine del Tassone e da qui, dopo una rapida visita all’antico ponte delle Portine sul Crostolo, siamo scesi a Santa Vittoria. La strada prescelta ci ha condotto a Meletole e, grazie ad una via di origine romana drittissima, siamo arrivati alla Grande.
Ci ha accolto il presidente, coadiuvato dall’ottimo casaro e da alcuni soci che ci hanno offerto una dimostrazione del taglio di una forma. Ringraziamo particolarmente Guerrino Alberici che ha spiegato passo passo tutta la lavorazione che conduce dal latte alla forma finita. E vista proprio nelle sale in cui avviene è stata una lezione di grande interesse.
Ottimi gli assaggi, sempre particolarmente graditi dalla BiciBassa, annaffiati con buon lambrusco e allietati da una sontuosa spalla cotta.
Niente da dire: davvero bravi alla latteria La Grande di Castelnovo Sotto di Reggio Emilia.

 

Il ponte delle Portine a Santa Vittoria

Il ponte delle Portine a Santa Vittoria

Siamo arrivati al caseificio La Grande e ci accoglie il casaro.

Siamo arrivati al caseificio La Grande e ci accoglie il casaro.

La BiciBassa in posa tra le forme di Parmigiano Reggiano con il presidente del caseificio.

La BiciBassa in posa tra le forme di Parmigiano Reggiano con il presidente del caseificio.

Come di consueto la BiciBassa chiude l’annata ciclistica senza il nostro mezzo preferito ma dedicandosi ad una visita turistica. Quest’anno il nostro Claudio ci ha guidato alla scoperta di Rimini e dintorni (San Leo e Verucchio).
Non potevamo celebrare il riposo autunnale se non con una cena in un noto ristorante riminese!

 

La BiciBassa al ristorante: pesce!!

La BiciBassa al ristorante con la proprietaria. Dopo tanta bici è ora del pesce!!

 

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La biciBassa: omaggio al Giro d’Italia a Guastalla

Un piccolo omaggio della BiciBassa al Giro d’Italia di passaggio a Guastalla il 20 Maggio. Ripresa da Largo dei Mille.

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BiciBassa da Guastalla a Parma il prossimo 1 Giugno

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Dopo la gita del 1′ Maggio c’è stata un po’ di pausa per la BiciBassa per la presenza di manifestazioni a Guastalla come Georgica e la Gnoccata. Ma per riprenderci al meglio ecco una idea PER TUTTI !

Tutti i lettori del nostro blog sono invitati alla prossima gita in bicicletta da Guastalla a Parma, prevista (se il meteo lo consente) per il prossimo 1 Giugno 2014.

Serve una bici e la voglia di andare senza correre troppo (vedi I nostri -sani – principi) ma anche senza mettere la retromarcia!

Qui sotto al termine del testo troverai un file word ( gita PR ) con qualche spiegazione e che potrai anche stampare.

Per ogni altra info e prenotazione si può contattare direttamente il genio creativo della BiciBassa, il mtico Max, al numero

320 0983187

oppure via email: max@chimicambiente.it

A presto!!!!!

gita PR

 

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La biciBassa ricomincia a primavera 2014!

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Bella uscita quella che ha inaugurato la bici Bassa 2014 di domenica 16 Marzo.

Un buon gruppetto ha dato il via alla stagione in una giornata frescolina dopo un sabato oltremodo caldo e decisamente fuori stagione.

Si è deciso di fare il “battesimo dei primi fiori” com’è nostra abitudine e, per onorare questo inizio di primavera ciclaiolo, scegliamo sempre la valle tra Guastalla, Reggiolo e Novellara. Laggiù ci sono le prime fioriture di prugnolo e biancospino che esplodono letteralmente di colore bianco che talvolta si sposa col rosa di altre essenze arboree. Insomma una meraviglia per gli occhi, i polmoni ma soprattutto per il cuore.

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Mauro col caschetto davanti alla Fiuma (non è solo Daniele a stare male col casco!)

Mauro col caschetto davanti alla Fiuma (non è solo Daniele a stare male col casco!)

Anche quest’anno è stato così e la lunga siepe che costeggia la vecchia strada che non c’è più e che la natura ha rivoluto per sé, ci ha accompagnato per un bel tratto con le sue splendide e candide cascate floreali. Un grandioso spettacolo mitigato nel suo splendore da una foschia alta che non ha fatto apparire il sole e trionfare la luce sul bianco delle siepi fiorite per buona parte della mattina.

Riprendiamo la via di valle per Novellara che raggiungiamo prima sulla ghiaia e poi sull’asfalto. Una bella pausa caffè ci aspetta e ce la godiamo proprio con grande dispendio di chiacchiere femminili.

Usciamo da Novellara per il Borgazzo e attraversiamo la provinciale per la zona dei Boschi che tagliamo in tutta la sua lunghezza fino all’Argine Francone che ci condurrà, via Carrobbio, a San Rocco di Guastalla e al suo rettilineo.

Da qui il ritorno a Guastalla è cosa di poco.

Siamo partiti dopo le 9 e prima dell’una siamo già a casa dopo 38 Km estremamente rilassanti e con l’entusiasmo di chi ha ricevuto il “battesimo dei primi fiori”.

Non ci credi? Provare per credere…

Donne cicliste in fiore...

Donne cicliste in fiore…

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Santo Sergio martire?

Santo Sergio martire?

Le bici si fondono con i prugnoli in fiore...

Le bici si fondono con i prugnoli in fiore…

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La biciBassa alla Festa della Zucca di Reggiolo

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Domenica 22 Settembre non avevamo previsto il giretto in bici. Ma qualcuno alla mattina presto scalpita e fa partire un messaggio sms e, chi c’è c’è, si parte ugualmente.

Ci troviamo in cinque sotto il ciliegio e tutto indossiamo le nuove magliette tricolori della biciBassa previdentemente coperte con un giacchino antivento visto che la temperatura di prima mattina non è proprio ottimale.

Ci dirigiamo verso Reggiolo dove sappiamo che è iniziata la Festa della Zucca.

Da Guastalla il tragitto è più o meno obbligato se si vuole evitare la stretta provinciale il più possibile: San Martino, San Girolamo, Villarotta e Brugneto per la via interna, poi il tratto di strada trafficata fino a Reggiolo.

Arriviamo attorno alle 10 (ce la siamo presa molto comoda) e ancora non c’è molta gente. Nonostante il nome della festa ci sono soltanto due o tre agricoltori che vendono zucche, per il resto è un po’ un emporio di ogni cosa possibile che nella centrale via colpita tremendamente dal terremoto arriva al “top” con gli ormai visti e rivisti artigiani dei ciondoli presenti in ogni fiera e sagra.

Di molto carino c’è un gruppo in costume che riprende per ogni banco uno degli antichi mestieri, dal terracottaio che produce e vende lucerne al fonditore di metallo e coniatore di monete e a tanti altri lavori dei secoli passati. Interessante e variegato.

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La Pro Loco offre un bel panorama di dolci vari e viene la tentazione di abboccare all’amo. Nel nostro percorso a piedi sulla piazza ci sentiamo gli occhi addosso della gente. Evidentemente i colori sgargianti della nostra maglietta ufficiale della biciBassa lasciano il segno e in tanti cercano di leggerci sul petto la scritta e il logo.

Ci fermiamo per il classico caffè di metà mattina e continuiamo la visita che comunque è piuttosto rapida. Bello lo spettacolo del maniscalco che ferra un cavallo, difficile da vedere altrimenti.

Per il ritorno preferiamo allungare attraverso le campagne di Gonzaga per deviare poi verso Villarotta che raggiungiamo dopo il classico zig zag tra strade campestri dove poche auto si muovono la domenica mattina. Anche qui, sotto un bel sole tiepido i colori delle magliette bici Bassa sono uno spettacolo!

Da Villarotta superiamo il semaforo e riprendiamo per San Girolamo. Seguendo la vecchia strada torniamo alla base.

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La biciBassa a Boretto tra Bonifica e l’uomo del ponte

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Domenica 8 Settembre la biciBassa si è divisa in due gruppi.

Il primo ha deciso di puntare verso lontani lidi e per la precisione sulla ciclabile Stellata-Ferrara. Il secondo gruppetto ha puntato sulla visita a due luoghi simbolo della Bassa Reggiana.

Da tempo lo si voleva fare ma non ce n’era stata l’occasione anche se tantissime volte siamo passati davanti alle due mete. La prima è l’impianto della Bonifica a Boretto.

Eravamo nei paraggi e dalla ciclabile abbiamo notato la presenza di due addetti e il grande portone aperto. Che fare? Andare a vedere!

Abbiamo così colto l’occasione favorevole perché il grande complesso era in attesa di una visita programmata di un gruppo. Ci siamo quindi fatti avanti e in attesa che il gruppo arrivasse ci siamo gustati la splendida proiezione multimediale che può contare su un pannello-parete alto 14 metri e una serie di proiettori sincronizzati. Il video illustra la storia della bonifica e le sua attività quotidiane con una serie di giochi visivi ad altissimo impatto unite ad animazioni e suoni davvero riuscitissimi. Vale davvero la pena visitare l’impianto e il suo enorme locale contattando la Bonifica anche solo per questa proiezione.

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All’interno si possono notare anche le macchine anteguerra per l’apertura delle paratie che immettono l’acqua in Fiuma e la ricostruzione di un ufficio arredato con materiale di parecchi decenni addietro sempre appartenente alla Bonifica assieme alle molte foto inedite raccolte in album.

Restiamo in zona, vicinissimi e andiamo al museo Dino Gialdini.

Incontriamo il “vecchio” pontiere Romano Gialdini, figlio di un altro pontiere, Dino. È Romano che ha fortemente voluto questo museo vivo detto “Casa dei Pontieri” ed è lui che ci viene incontro dopo che abbiamo chiesto informazioni al ristorante sul piazzale.

Ci illustra una per una le foto storiche, ci narra del lavoro sul ponte e degli imprevisti, delle fatiche per aprire alle imbarcazioni in transito e per rimetterlo in sesto subito dopo. Le fotografie storiche sono meravigliose e per chi ama il Po sono davvero ricordi da fissare bene in mente.

Romano ha mantenuto tutto il possibile e quello che è andato perduto ha cercato di rintracciarlo altrove, persino alcuni barconi originali in cemento provenienti dal ponte di Guastalla. Ha terminato il modellino del ponte Boretto – Viadana iniziato dal padre tanti anni fa, curato in ogni minimo particolare e nel religioso rispetto della scala.

Ci porta poi in un ambiente aperto da un lato in cui sfoggia la sua collezione di arnesi di ogni tipo indispensabili al lavoro sui ponti in chiatte.

È ormai tardi, è l’ora del pranzo e non c’è il tempo per terminare la visita: la faremo un’altra volta. Perché è sicuro che da Romano torneremo appena possibile. Anche perché oltre all’attrattiva della storia del ponte c’è lui, un vero uomo del Po, non solo per il lavoro che ha svolto per una vita ma soprattutto per la sua umanità e umiltà. Alla fine ci offre un Crodino e ci lasciamo portando a casa l’immagine bellissima di un uomo di oggi che stringe il suo passato nel cuore e che ha carisma da vendere pur nella sua fiera semplicità.

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Romano Gialdini, l'ultimo pontiere del Po

Romano Gialdini, l’ultimo pontiere del Po

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