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La biciBassa a Parma

Davanti a duomo di Parma. Al centro, vestito di scuro, si nota un estraneo.

Davanti a duomo di Parma. Al centro, vestito di scuro, si nota un estraneo.

L’avevamo anticipato sul nostro blog ed era una meta che da tempo avevamo in cantiere: finalmente la biciBassa va a Parma.
Domenica 1 Giugno è stata la volta buona, con il nostro Max che ha studiato l’itinerario per tempo concentrandosi sui tratti più tranquilli e panoramici. E il risultato è stato ottimo.
Partenza doppia: da Guastalla per la maggior parte, da Brescello altri. Alle 8 o poco più si sono inforcate le bici e via!
Una nota molto positiva è stata la presenza di due nuovi amici della bici Bassa, Rita e Paolo, ovviamente senza la maglietta ufficiale ma accolti dal gruppo a braccia aperte per la loro simpatia.

Vicino a Lentigione saliamo sulla ciclabile dell'Enza

Vicino a Lentigione saliamo sulla ciclabile dell’Enza

Paolo

Paolo

Rita

Rita

Da Brescello abbiamo preso la strada sull’argine per Coenzo ma già dopo la bonifica Scutellara abbiamo subito deviato a sinistra scendendo in direzione Lentigione. Non raggiungiamo il paese perché teniamo la destra fin dove la strada arriva a costeggiare la ciclabile, più in alto sull’argine. Troviamo quindi un accesso erboso e saliamo sulla pista che si snoda in un’atmosfera bellissima lungo i meandri dell’Enza, tortuosi e immersi nel verde dei pioppeti e della vegetazione del torrente. La ciclabile dell’Enza in questo tratto è davvero bellissima, con un fondo ben compattato e davvero vale la pena percorrerla.
Dopo curve su curve ma cullati dalla bella visuale naturale torniamo alla civiltà che ha l’aspetto del ponte di Sorbolo. Lo passiamo arrivando in paese giusto per un caffettino, un vizio antico per la bici Bassa.
Riprendiamo evitando accuratamente la statale e puntando verso est nell’aperta campagna su strade poco trafficate fino a sbucare nella località Ramoscello da cui in un paio di km si arriva a Chiozzola. Siamo sulla statale ma ben salvaguardati dalla ciclabile protetta che ci conduce fin davanti al famoso stabilimento della Barilla visibile anche dall’autostrada. Vorremmo fare una foto ricordo ma una solerte addetta della sicurezza ci invita a proseguire… Avevamo fatto scattare i sensori perimetrali e qualcuno ci avrebbe potuto scambiare per terroristi!
Seguiamo ancora la comoda ciclabile che costeggia via Benedetta e, da via Venezia dove sbuchiamo, siamo su via Trento e poi nei grandi viali del centro. Attraversiamo e arriviamo nel cuore di Parma lasciandoci la Pilotta sulla destra e puntando decisamente al Duomo e al Battistero, entrambi straordinari. Ci godiamo il primo e le foto non mancano.

La biciBassa davanti al battistero. A dx ancora un ognoto personaggio.

La biciBassa davanti al battistero. A dx ancora l’ignoto personaggio.

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La biciBassa visita l'antica farmacia

La biciBassa visita l’antica farmacia

Poi, a brevissima distanza, visitiamo l’antica farmacia di San Giovanni, da non perdere per la full immersion indietro di secoli tra vasi antichi, libri e arredi da spezieria dei monaci.
Girovaghiamo per il centro ma la nostra meta è la cittadella, ex roccaforte militare, area storica verde dove abbiamo intenzione di fermarci per il picnic. La presenza del luna park ci consiglia però di cambiare destinazione. Ovviamente ci dirigiamo al parco ducale sulla riva opposta del Parma, luogo dai viali assolati ma ricchissimo di piante ombrose e prati dove la gente prende il sole e si rilassa.
Noi invece facciamo lo spuntino. Non ci manca nulla, dai panini imbottiti allo strolghino di Rita e Paolo, dalla torta sbrisolona di Nadia all’ananas.

La biciBassa al Parco Ducale di Parma

La biciBassa al Parco Ducale di Parma

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Le lucertole della biciBassa

Le lucertole della biciBassa

Le donne della biciBassa si sottopongono felicemente al rito del “prendere il sole” meglio di lucertole ma non possiamo restare tutta la giornata nonostante il posto sia molto invitante.
Facciamo un giro in bici per il parco e la foto ricordo davanti alla bella facciata del palazzo ducale.
Riprendiamo la via per casa ma non senza esserci tolta la voglia di un caffè o di un fresco gelato nella centralissima via Cavour.
Il sole del primo pomeriggio picchia, la strada per il ritorno è la stessa ma a Ramoscello ci fermiamo per un sosta-acqua sotto la tettoia ombrosa del caseificio Bassa Parmense che sembra deserto.
Non lo è, e il casaro Luigi Martini appare dal nulla, entra in simpatia col gruppo della biciBassa e ci racconta tutto della sua vita da casaro. Ci scappa anche l’offerta di tosone tagliato per l’occasione dall’aiutante Joseph, cosa graditissima!!! Poi ci fa visitare il deposito stagionatura delle forme di Parmigiano Reggiano, un colpo d’occhio straordinario!
Non vorremmo più andare via… Luigi è un fiume in piena e ci contagia.
Ma la strada per Sorbolo ci assorbe e la ciclabile alta sull’argine dell’Enza ci riaccompagna verso Lentigione e Brescello dove ci fermiamo per un’altra sosta acqua e troviamo un gruppo di ciclisti che vengono da Basilea!
Il percorso completo è stato di circa 85 Km in una giornata di sole caldo ma ancora senza afa. Grande domenica di biciBassa!

Il casaro della Bassa Parmense Luigi Martini con Joseph

Il casaro della Bassa Parmense Luigi Martini con Joseph gustano la nostra sbrisolona

La biciBassa visita il magazzino stagionatura del Parmigiano Reggiano

La biciBassa visita il magazzino stagionatura del Parmigiano Reggiano

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BiciBassa da Guastalla a Parma il prossimo 1 Giugno

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Dopo la gita del 1′ Maggio c’è stata un po’ di pausa per la BiciBassa per la presenza di manifestazioni a Guastalla come Georgica e la Gnoccata. Ma per riprenderci al meglio ecco una idea PER TUTTI !

Tutti i lettori del nostro blog sono invitati alla prossima gita in bicicletta da Guastalla a Parma, prevista (se il meteo lo consente) per il prossimo 1 Giugno 2014.

Serve una bici e la voglia di andare senza correre troppo (vedi I nostri -sani – principi) ma anche senza mettere la retromarcia!

Qui sotto al termine del testo troverai un file word ( gita PR ) con qualche spiegazione e che potrai anche stampare.

Per ogni altra info e prenotazione si può contattare direttamente il genio creativo della BiciBassa, il mtico Max, al numero

320 0983187

oppure via email: max@chimicambiente.it

A presto!!!!!

gita PR

 

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All’insegna del Giglio a Colorno: la biciBassa tra i fiori

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Sul ponticello di Colorno

Sul ponticello di Colorno

Gran bella giornata quella del 25 Aprile che la biciBassa aveva programmato da un paio di giorni con direzione Colorno.
Nel bel paese della Bassa parmigiana in questa data c’era la famosa manifestazione florovivaistica chiamata “All’Insegna del Giglio” dedicata al verde e ai fiori, una delle più apprezzate per la qualità degli espositori presenti e per la cornice, davvero unica, della reggia e dei suoi giardini.
Proprio per avere il tempo necessario per una visita approfondita dell’esposizione ci siamo concessi una scorciatoia arrivando a metà strada in furgone con le bici. Volendo essere di ritorno ad un orario decente, quindi non nel tardo pomeriggio, la scelta è stata obbligata.
La partenza è avvenuta alle 9, 20 circa dal ciliegio a Guastalla.
Da Brescello abbiamo preso la strada per la golena e per Ghiarole, poi siamo risaliti sull’argine fino a Coenzo. Da qui la pista ciclabile ci ha accompagnato passando sopra Mezzani fino a Copermio e quindi a Colorno in vista della reggia.
C’è stato il tempo per un caffettino in piazza per lasciar sbollire la lunga fila di accesso alla biglietteria. Così è stato.
In effetti la gente alla manifestazione era davvero tantissima, grazie ad una giornata di sole pieno e non troppo caldo (per chi poteva permettersi un po’ d’ombra, non certo per gli espositori).

Non si può certo dire che la BiciBassa sia passata inosservata...

Non si può certo dire che la BiciBassa sia passata inosservata…

Tra le rose...

Tra le rose…

Per chi ama il giardinaggio e per chi ama la fotografia questa kermesse è davvero magnifica e ricca di sorprese come di spunti interessanti. Qualcuno di noi si è pure permesso qualche spesuccia ma tutti volevamo portarci a casa piante in vaso, una più bella dell’altra, che in bici non avremmo proprio saputo dove mettere…
All’una siamo usciti perché il nostro efficientissimo Mauro aveva prenotato il pranzo in un vicino agriturismo (La Palazzina), giusto un paio di km fuori del paese.
Nonostante i tempi del servizio al tavolo siano stati eccessivi, abbiamo mangiato bene e gustato soprattutto l’antipasto a base di salumi locali su cui svettavano un buon culatello e un ottimo salame.

La BiciBassa ama da sempre la buona tavola.

La BiciBassa ama da sempre la buona tavola (foto Max).

Ottimi i salumi!

Ottimi i salumi!

Un pochino appesantiti (!) siamo rientrati All’Insegna del Giglio per completare la visita e piacevolmente immergerci di nuovo nel mare di fiori.
Proprio quando ci stavamo avviando all’uscita, il cielo, che nel frattempo si era fatto scuro, ha iniziato a scaricare pioggia battente.
Chi scrive ha colto l’occasione per fare la conoscenza dell’anziano libraio che ha bottega proprio nella reggia di Colorno, in una cornice da negozio d’altri tempi.
Questione di una ventina di minuti poi, senza più pioggia, le bici sono state inforcate di nuovo, stavolta con una giacchettina in più perchè il temporale aveva fatto calare la temperatura in modo deciso.
La via del ritorno è stata la stessa dell’andata anche se complicata da folate di vento contrario su buona parte del tragitto.
Siamo arrivati a Brescello contenti per l’ottima giornata, passata in modo alternativo e godibilissimo, con ancora negli occhi lo stupendo panorama floreale di Colorno.

La libreria di Colorno

La libreria di Colorno

Sulla via del ritorno con la giacchetta in più.

Sulla via del ritorno con la giacchetta in più (foto Max).

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La biciBassa al castello di Montechiarugolo (PR)

castello bicibassa in posa 2

castello panorama ciclabile

Domenica 12 Maggio c’è troppo voglia di uscire e finalmente questa tribolata primavera fatta, per noi della bici Bassa, di impossibili previsioni di biciclate, ora volge al bello. A dire il vero verso le 7,30 il cielo sopra Guastalla si tinge di blu scuro e qualche lampo si vede all’orizzonte. Poi tutto finisce lì e il temporale che poi scopriremo avere avuto effetti a breve distanza, ci lascia il frescolino di una mattina di inizio primavera, non certo di metà maggio.

Max ha pensato ad un giro a Montechiarugolo, in provincia di Parma dove c’è un noto castello che la maggior parte di noi non ha mai visitato.

Partiamo alle 8,30 e utilizziamo il furgone per caricare le bici e accorciare il percorso perché vorremmo ritornare in mattinata e goderci una tranquilla visita al maniero senza l’oppressione dell’orologio.

Arriviamo a Sorbolo dove parcheggiamo. Da lì seguiremo la strada che costeggia l’Enza fino alla Via Emilia. Sorbolo ha una buona ciclabile che però è funestata in modo incredibile dalla presenza di massicci dissuasori in cemento piazzati in mezzo, di certo non adatti per una ciclabile e molto pericolosi.

Seguiamo la strada verso sud con il panorama delle campagne aperte sulla destra e la vegetazione folta e selvaggia delle sponde del torrente Enza alla nostra sinistra.

Solo la salita del sovrappasso dell’autostrada ci impegna ma per il resto il percorso è in piano. Sulla via Emilia giriamo a sinistra per poi imboccare la prima strada a destra che si dirige proprio a Montechiarugolo.

Qui la strada inizia a salire ma in modo ancora piuttosto dolce e ci sono solo due o tre strappi piuttosto decisi ma in fin dei conti non troppo impegnativi. Il traffico della domenica mattina non è intenso e questo facilita la nostra biciclata in sicurezza.

Si arriva quindi ad un incrocio davanti al quale c’è un parcheggio. Da quel punto si può salire seguendo una ciclabile a fondo di ghiaia compattata o seguire, di poco a destra, la strada che sale a Montechiarugolo.

bicibassa montechiarugolo piazza

bicibassa entrata castello

castello biglietto

Il paese è molto carino, un piccolo agglomerato di case che offre alcuni scorci di fascino ma che ha ovviamente nel grande castello il punto di interesse.

Entriamo con la visita guidata scoprendo una gentile e preparata signora che da 30 anni accompagna i turisti alla visita delle meraviglie del castello di Montechiarugolo. Si tratta di vere meraviglie e chi non c’è mai stato è rimasto a bocca aperta a partire dal giardino in stile ottocento italiano con roseti e splendide peonie. Poi c’è il primo portone che anticipa quello vero e proprio di questa rocca che al suo interno offre un cortile con aiuole, bordure, piante di agrumi, statue e un’occhiata generale davvero meravigliosa sempre all’ombra della grande torre. I proprietari, la famiglia Marchi, andrebbero premiati per la cura con la quale seguono il castello e che grazie a ciò fanno di Montechiarugolo un angolo d’Italia di cui essere davvero fieri.

castello esterno

castello prima porta

castello bicibassa in posa

castello cortile

L’interno non tradisce e le splendide camere arredate con mobili d’epoca sono affascinanti e ci conducono alla vita tra quelle mura nei secoli andati.

Punto di eccellenza nella visita è il panorama dal loggiato che guarda l’Enza e da cui si può scorgere il castello di Montecchio sulla sponda reggiana. Davvero una meraviglia. La visita si chiude con la storia della “fata” che è lì in una teca e di cui la guida ci rappresenta la vita-leggenda come una piéce teatrale di grande effetto. Non dico altro per non togliere la sorpresa al visitatore.

castello loggiato

castello sala interna

Dopo il classico caffè siamo ormai a mezzogiorno ed è ora di rientrare.

Fino alla via Emilia seguiamo la strada dell’andata, poi ci dividiamo e un gruppetto tenta una scorciatoia sulla sponda reggiana passando su uno sterrato sotto il ponte per poi ritrovarsi sulla via verso Gattatico che offre il classico panorama ricco di belle case agricole, di qualche corte rurale di pregio artistico che ci ripromettiamo di tornare a visitare, di chiesette solitarie.

Superiamo il ponte stradale sull’autostrada e deviamo verso Sorbolo che raggiungiamo riattraversando l’Enza verso l’una. Poi via a caricare le bici per rientrare a casa in tempo per una mangiatina come si deve.

Totale circa 40 Km, tempo ottimale, panorami belli e rilassanti e un castello da favola. Da non perdere!

sentiero nel bosco

bicibassa campagna

bicibassa gattatico

bicibassa chiesetta campagna

bicibassa ponte autostrada

bicibassa ponte enza

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La BiciBassa a Colorno

Domenica 23 Settembre, stavolta abbiamo deciso con alcuni giorni di anticipo che la meta sarà Colorno.

Da un po’ di tempo non si sceglieva la cittadina parmense vicino al Po. Anzi, alcuni di noi non c’erano mai stati in bici. A farci decidere per questa meta sicuramente la ciclabile comoda con solo un tratto ancora inesistente ma soprattutto la voglia di immortalarsi fotograficamente davanti alla splendida reggia ovvero palazzo ducale.

Partenza alle 9,00 da Guastalla via ciclabile in destra di Po dove a Gualtieri troviamo un’altra parte del gruppo che si aggrega. Altri, impegnati nelle prime ore della giornata, ci raggiungeranno a Colorno mentre alcuni dovranno rientrare subito dopo l’arrivo. Un gruppetto variabile insomma, di cui entra a far parte per la prima volta Marina.

La scelta è quella di goderci il percorso senza il patema d’animo del rientro per pranzo a casa. Ci sarà spazio per un pic-nic per i fortunati che si fermeranno.

Già a Brescello la componente femminile della BiciBassa preme per un caffè al solito bar sulla piazza di Don Camillo e Peppone.

I coniugi Zambelli

Proprio mentre arriviamo in piazza sentiamo un “ma voi siete quelli della BiciBassa!” detto dai coniugi Zambelli che ci avevano contattato per unirsi alla BiciBassa in una prossima occasione. Scopriamo due persone simpaticissime e la signora ci propone già nuovi itinerari che lei ha già percorso. Speriamo di averli tra i nostri.

Siamo bloccati alcuni minuti per l’arrivo di una sfilata-raduno di gloriose Vespa che sfrecciano per la piazza lasciando un gas irrespirabile. Si sa che i motori di una volta non erano molto rispettosi dell’ambiente. Uno spettacolo variopinto e festoso: bella sorpresa.

Riprendiamo accelerando un poco per rimediare al ritardo e per superare, appena dopo Brescello, quel tratto di argine sul cui lato è già bello che pronto il fondo della ciclabile mai i lavori sono desolatamente fermi e non c’è traccia di ripresa. Arriviamo quindi, via strada asfaltata, a Coenzo, finalmente punto di partenza per la ciclabile che costeggia l’area naturalistica del Parma Morta sulla destra e gli abitati dei Mezzani sulla sinistra seguendo l’orientamento del Po.

Il percorso è obbligato ed è sempre sopra l’argine maestro sfilando attraverso i nostri classici paesaggi della Bassa, paciosi, rilassanti e, quando c’è il sole come domenica, bellissimi.

La ciclabile all’altezza di Mezzani

La chiesa di Copermio alla base dell’argine del Parma

E ci siamo anche noi…

Svoltiamo seguendo i cartelli in direzione Copermio trasferendoci sull’argine della sponda sinistra del Parma che poco più avanti si getterà in Po. Passiamo di fianco ad una chiesa eretta appena sotto l’argine com’era classico nei secoli passati dove gli edifici religiosi erano spesso voluti per la protezione dalle acque e dalle alluvioni.

Arriviamo a Colorno di cui scorgiamo prima, in lontananza, il campanile e una cupola sul palazzo coperta di intelaiature di legno perchè probabilmente messa in sicurezza a seguito del terremoto che ha colpito fin qui.

Arrivano i personaggi dell’horror

Un gruppo horrendo…

Due straordinari travestimenti. Bravissimi!

Mentre ci infiliamo sulla viuzza a ciottoli a fianco del Parma che ci separa dall’imponente palazzo, vediamo venire verso di noi due personaggi bizzarri. Sono diretti ad un raduno “gotico” in costume. Loro hanno scelto l’horror spinto agli estremi con tanto di lenti a contatto entrambe rosse in un caso e una bianca e una rossa nell’altro. L’abbigliamento è curatissimo, straordinario per chi ama il genere, e si prestano volentieri ad essere immortalati in una foto con la BiciBassa.

Arriviamo nella piazza e scopriamo con disappunto che da questo lato il palazzo ducale è transennato sempre a causa del terremoto. Per entrare nel parco dobbiamo aggirare parte dell’abitato ed entrare dal fianco.

Lo spettacolo è sempre meraviglioso ogni volta che lo si può ammirare e in questa giornata di sole la reggia di Colorno è degna di Versailles. L’impatto visivo è meraviglioso nella sua imponenza ma anche nella sua leggerezza. Prima i Farnese e poi i Borbone ci hanno regalato uno dei palazzi più belli d’Italia.

Ci attende il picnic visto che è passato mezzogiorno e ci sistemiamo in fondo al parco, tra piante alte e ombrose, su un tavolo in legno attrezzato per questi spuntini alla cui base c’era però ogni genere di porcheria tra lattine, cicche di sigarette in quantità e cartacce varie. Peccato che nel parco di un palazzo di tale bellezza non si curi la pulizia: siamo sconcertati.

Picnic nel parco della reggia

Il mitico sugo d’uva della Manu

E chi mangia il sugo… si colora la lingua

Ci sfamiamo con panini e chiudiamo il pasto con la torta sbrisolona al cioccolato di Nadia e col sugo d’uva di Manuela che ottengono entusiastici consensi.

Restiamo a goderci il luogo e la compagnia in allegria, una costante della Bicibassa.

Ci muoviamo per sgranchirci le gambe e troviamo altri due ragazzi in costume diretti al raduno gotico nel parco. E’ d’obbligo una foto anche con loro mentre ammiriamo gli abiti in stile Ottocento.

Nel giardino ci sono splendidi tunnel vegetali

Lo scalone del palazzo

L’ingresso al cortile della reggia

Riprendiamo la strada del ritorno verso le 16 e, dopo una sosta per vedere il monumento a Peppone e Don Camillo a Coenzo, raggiungiamo Gualtieri dopo circa un’ora e mezzo dalla partenza passando per Brescello e Boretto. A Gualtieri c’è il mercatino del riuso e c’è una buona gelateria sotto i portici… e appare dal nulla del gnocco fritto. Noi della BiciBassa non ci smentiamo mai!

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La biciBassa nelle terre del Po e di Verdi

La biciBassa nella piazza di Roccabianca

Il gruppo di avventori del bar di Roccabianca. Ci sorride il nostro amico Pier Giorgio Armenzoni.

La biciBassa sulla ciclabile del Taro

Domenica 3 Giugno, abbiamo accettato la proposta dell’infaticabile organizzatore Max per un altro itinerario fuori dai nostri luoghi più conosciuti. Ma stavolta non si va in collina, si va alla scoperta della Bassa parmense, quella che ha dato i natali a Giuseppe Verdi e che continua dare i natali a montagne di culatelli e splendidi insaccati vari.

Partiamo da Guastalla alle 8 circa in auto e furgoni per le bici con destinazione Viarolo, paesino non lontano da Parma e nei pressi del Taro. E’ proprio la bella e panoramica ciclabile del Taro che infiliamo dopo un breve tratto uscendo da Viarolo. Lo spettacolo per noi che amiamo la natura e gli ambienti della Bassa è sempre piacevole e apre il nostro sensibile cuore di romantici ciclisti escursionisti.

Gli scorci che il Taro ci offre tra la fitta vegetazione ripariale sono molto suggestivi, favoriti anche da un’acqua che in molti tratti assume un colore azzurrino.

Arriviamo a Sissa dove deviamo verso il centro per vedere da vicino il castello la cui torre abbiamo scorto in lontananza. La segnaletica langue e ci portiamo fuori strada. Ci ha colto la delusione nel vedere la piazza attorno al vecchio maniero piena di sporcizia di ogni genere, residuo di una festa della sera precedente. Anche il castello, dominato nella sua parte anteriore da colate di cemento e relative putrelle in ferro per creare una sorta di palco di accesso, è piuttosto disarmante.

Proseguiamo per Gramignazzo e ormai siamo sull’argine del Po che non vediamo per l’ampia zona golenale che ci separa dalla corrente del nostro Grande Fiume, ma sappiamo che c’è e che ci sta accompagnando, fiero di noi della biciBassa.

Il percorso sull’argine è dolce perché non c’è vento contro, ci lascia spazio per battute e conversazioni. Si cambia spesso compagno di fila e gli argomenti fioccano ma una dominante c’è in tutti i discorsi. La ferita delle scosse dei terremoti dei giorni scorsi è aperta e in noi tutti la preoccupazione è molto viva. Ma la compagnia e il panorama delle terre verdiane ci aiuta a pensare al meglio.

Giungiamo a Roccabianca. Scendiamo in paese e siamo accolti da un gruppo di avventori del bar che c’è sotto i portici proprio davanti alla rocca. Spicca per simpatia il signor Pier Giorgio Armenzoni che si mostra affabile e ci chiede notizie del terremoto poco lontano dai nostri luoghi. Ci tiene alla foto e si mette in posa: è davvero una persona simpatica e il suo sorriso è contagioso.

Visitiamo l’esterno del castello, molto ben tenuto e facciamo la foto di gruppo nella piazza.

Lo straordinario ingresso alla Corte Pallavicina

Giovanni Lugli, responsabile del Relais Corte Pallavicina, è prodigo di consigli sul percorso ciclabile (foto Donato)

Riprendiamo la via che sappiamo ancora lunga e tortuosa sull’argine.

Passiamo sopra Pieve Ottoville e poco dopo siamo a Zibello che vediamo solo dall’alto della ciclabile perché non c’è tempo per una visita.

Ci prendiamo il tempo giusto per una pausa nella zona di Polesine Parmense alla Corte Pallavicina dei fratelli Spigaroli che a Settembre a Guastalla offrono i famosi culatelli di loro produzione durante la manifestazione “Piante e Animali Perduti”. Il richiamo delle mucche al pascolo sotto gli argine del Po è troppo forte e la visione della corte Pallavicina è davvero straordinaria: un piccolo fortino antico con tanto di ponte levatoio. All’entrata ci accoglie una distesa di rose di rara bellezza e poi la piazzetta interna, i locali del relais (il responsabile Giovanni Lugli è molto disponibile) e quelli per mangiare (dentro e fuori sotto un pergolato d’uva) in un locale in cui lasciamo il cuore in attesa, un giorno, di lasciarci anche il portafoglio. Ma se tanto ci dà tanto ne varrà la pena.

La biciBassa davanti alla villa di Giuseppe Verdi a S. Agata

Ma non c’è tempo per i sentimenti e la bici chiama. Allunghiamo un poco il percorso per passare nel piacentino poco oltre il torrente Ongina a vedere la villa di Verdi a S. Agata.

Finalmente dopo l’ultimo sforzo e lo stomaco che chiamava a gran voce le sue giuste spettanze, arriviamo nella piazza di Busseto e sotto i portici ecco la nostra meta godereccia: la Salsamenteria Baratta.

La Salsamenteria Baratta

La biciBassa al lavoro

Nelle tazze si brinda meglio!

Le preziose firme della biciBassa nel registro della Salsamenteria Baratta

In un locale storico e famosissimo ci infilano in una stanzetta che stipiamo al massimo della sua capienza. Qui diamo fondo al piacere della tavola perché la biciBassa è anche questo! Non ci sono piatti né posate e il vino si sorbisce direttamente da tazze bianche. Si usano le mani per attingere a coppa, spalla cotta (orribilmente tagliata ad affettatrice!), strolghino, mortadella (non un granchè ma non è questa la sua terra) salame, culatello e pancetta (divina!) che vanno religiosamente posati sul grosso pane a fette prima del piacevole assaggio. Discrete salsine accompagnano il tutto. Si finisce con torte al forno di cui resterà qualche minima traccia di briciola visibile solo con la lente di ingrandimento.

Non fanno caffè, quindi ci portiamo nel vicino bar per questa necessaria fermata.

Il ricordo delle tappe del viaggio di ritorno è piuttosto sfumato dai piacevoli vapori del lambrusco e il racconto sarà breve e forse lacunoso…

La biciBassa a Busseto

Il teatro di Busseto e la biciBassa

Il foyer del teatro di Busseto

C’è un poco di tempo per visitare il vicino teatro di Busseto in cui Verdi non venne mai pur essendone stato il principale finanziatore.

Nel riprendere la strada del ritorno passiamo davanti alla grande villa Pallavicino.

D’obbligo assolutamente passare davanti alla casa natale di Verdi a Roncole e sosta tecnica per bere al caffè Guareschi proprio lì a fianco.

Da Roncole il percorso ciclabile non sarà senza tentennamenti dovuti a segnaletica ciclistica lacunosa e passaggi su strade di diversa importanza.

Ma dove diavolo siamo finiti?

Ma il Max ha fiuto e, passando da strade bianche con ghiaioni grossi come noci e per sentieri erbosi, ci riporta sull’asfalto che non abbiamo mai desiderato tanto.

Una fermata è d’obbligo alla grandissima corte rurale in cui si girò il film Novecento di Bernardo Bertolucci (alcune scene furono girate anche a Guastalla) che però è privata e con cancello chiuso. La sua imponenza è davvero notevole e quello che si intravede dell’aia ha del mastodontico.

L’imponente corte agricola dove fu girato il film Novecento

La biciBassa davanti alla rocca Meli Lupi di Soragna

Seguiamo percorsi accidentati e con fantasia e temerarietà raggiungiamo strade degne di questo nome e infine il centro di Soragna dove svetta la rocca Meli Lupi di straordinaria bellezza.

Una successiva tappa per riposare ce la prendiamo diversi chilometri dopo alla pieve rurale di San Genesio, una chiesetta romanica a tre absidi di millenaria origine che sorge in mezzo alla pianura e ai campi di grano. Bellissima visione e luogo carico di grande energia, impossibile da dimenticare.

Il prato davanti alla pieve di San Genesio

Si parte. Lasciamo la pieve di San Genesio.

Ormai siamo a San Secondo che attraversiamo con difficoltà perché si è tenuto un palio con grande concorso di popolo che ha gustato torta fritta e frittelle di mele seduto a tavolate disposte lungo le strade.

Fuori dal paese dobbiamo lasciare la ciclabile per immetterci non senza pericolo sul ponte che supera il Taro attraverso una grande strada con auto che sfrecciano come bolidi. Compiuta l’ardimentosa azione siamo sulla ciclabile del ritorno e, un pochino stanchi ma felici, arriviamo alle auto.

In totale circa 87 chilometri di terre emiliane da vedere assolutamente, ricche di perle e di soddisfazioni per occhi e palato.

Viva Verdi e viva la biciBassa!

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La biciBassa tra Po ed Enza

 

 

 

 

La passerella a Brescello

 

Mauro e Davide in procinto di scendere

Domenica 17 Luglio, nonostante il caldo della scorsa biciclata e nonostante l’aria di smobilitazione pre-ferie, pian piano si riforma il gruppo della biciBassa ansioso di altri percorsi prima della pausa.

La decisione sotto il ciliegio si fa ardua ma si parte in direzione della ciclabile che costeggia le terre golenali tra Guastalla e Brescello.

Nulla di nuovo, quindi, se non il piacere eternamente rinnovato di un tragitto fuori delle strade principali e sopraelevato sull’arginello che delimita la ciclabile e le dà vita e forma.

Arriviamo a Brescello costeggiando il Po e prima dell’abitato ci fermiamo presso la trattoria a due passi dall’Enza che sfocia nel Grande Fiume poco oltre. Su un lato della trattoria uno spiazzo ci apre la visuale ad un camminamento-passerella in ferro che valica l’Enza collegando il lato reggiano con quello parmigiano. Superiamo la catenella con le bici e ci incamminiamo rispettando il limite di cinque persone per volta. Dalla passerella si gode da un lato il panorama di un torrente, l’Enza appunto, che dopo tanti chilometri a scendere dalle montagne emiliane qui si fa placido e immobile contornato da una vegetazione lussureggiante a salici. C’è anche un pontile galleggiante cui sono attraccate varie imbarcazioni.

Pontile a Brescello sull'Enza

Prima di arrivare dall’altra parte una sgradita sorpresa. Le oscillazioni fanno muovere un nido di vespe proprio sotto la passerella che ci assalgono. In quattro risultiamo colpiti dalle punture dolorose tipiche di questa specie. Si interviene come si può, in particolare coll’antico rimedio tramandatomi dalla nonna: un po’ di terra e l’acqua per renderla poltiglia e quel che ne risulta pressato per alcuni muniti sulla parte dolente. Funziona e ripartiamo.

Sulla sponda parmigiana però non c’è nulla: la passerella conduce ad un pioppeto appena zappato e quindi difficile da percorrere in bici senza scendere. Nel breve ci troviamo nel regno dei pioppi dove non c’è anima viva se non una incerta famigliola del posto in bicicletta che ci indica una strada in modo poco convincente per poi raggiungerci e sconsigliarcela.

Il gruppo nel tunnel vegetale della Parma morta

 

Prospettiva selvaggia e affascinante del tunnel della Parma morta

Ci infiliamo in una traccia di trattori nei pioppeti, poi davanti ad un bivio osiamo la strada meno promettente.

Non sappiamo dove andare e due dei nostri, Davide e Sergio, vanno in avanscoperta come si usava nel Far West alle carovane dei coloni nelle terre dei Sioux. Ritornano con notizie poco rassicuranti: sentieri chiusi e arginello erboso poco praticabile. Ritorniamo al bivio per poi seguire una strada polverosissima che ci porta ad un borgo di poche case vicino ad un argine. Siamo nel comune di Mezzani e, una volta risalito l’argine, possiamo orientarci meglio. In distanza si nota la costruzione della chiusa di bonifica presso la quale siamo già passati in un giretto di qualche mese fa. Ma proseguiamo sull’argine fino ai primi tratti della Parma morta, un antico corso del torrente Parma che qui resiste non più collegato alla corrente principale generando così un bacino chiuso ricco di vegetazione che lo copre quasi completamente. Scopriamo un tunnel di piante che sorge proprio a lato della Parma morta e lo percorriamo, veramente suggestivo ma ricco di zanzare. Sbuchiamo sulle sponde dell’Enza e riprendiamo un tratto fatto poco prima. Saliti sull’argine questa volta puntiamo verso Coenzo via ciclabile dove ci fermiamo per un rapido rifornimento d’acqua scatenando la curiosità di un pacioso gruppo di anziani che di fianco alla fontanella ha eletto la propria sede estiva.

Ritorniamo a Brescello e ripercorriamo la ciclabile dell’andata per Boretto, Gualtieri e infine Guastalla.

In totale 50 km avventurosi e, polvere a parte, piacevoli.

I nostri amici pensionati in relax ci osservano curiosi (foto Donato)

 

Primi, timidi, tentativi di marketing per la biciBassa...

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