Archivi categoria: Bassa Mantovana

La BiciBassa al santuario della Madonna della Fontana (Casalmaggiore)

Uno dei frati del santuario

Uno dei frati del santuario

Domenica 3 luglio il ricordo di Paola ci spinge a Casalmaggiore dove già eravamo stati in più occasioni.

Nonostante il caldo che si preannuncia opprimente con una bella cappa di afa partiamo da Guastalla verso le 8,30 spezzandoci in due gruppi di cui uno motorizzato con furgone e bici fino a Viadana proprio per evitare a chi non se lo sentiva l’ultimo tratto del ritorno sotto il sole cocente nell’ora più calda.

Ci ritroviamo in gruppo a Viadana sul viale che porta a Po. All’inizio del viale la BiciBassa sale sull’arginello che da il via alla ciclabile che da Viadana costeggia la golena del Po in direzione di Cremona.

In circa un’ora a passo medio raggiungiamo Casalmaggiore dove puntiamo al centro e alla piazza principale. C’è il tempo giusto per un caffè in un bar storico.

Poi si riparte veloci ma il santuario della Madonna della Fontana è giusto un paio di chilometri fuori Casalmaggiore.

Arriviamo, come nei propositi, in tempo per la santa messa.

Seguiamo anche la processione che prevede per i fedeli l’entrata scalzi in una piscinetta nel giardino del santuario che riceve la stessa acqua che sgorga nella cripta della chiesa e che è, per i fedeli, ritenuta miracolosa.

Ci godiamo l’interno della bella chiesa gotica ma l’asfalto bollente ci aspetta ed è meglio non indugiare.

Il ritorno è sulla stessa ciclabile, parte asfaltata e parte in ghiaino pressato che necessita di manutenzione.

Verso le 13,30 siamo tutti a casa in cerca del giusto refrigerio dopo una biciclata breve ma che l’afa ha reso faticosa.

 

DSC_9515

DSC_9535

DSC_9556

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Bassa Mantovana

La BiciBassa tra estate e autunno 2014

Davanti al santuario delle Grazie con i madonnari

Davanti al santuario delle Grazie con i madonnari

Quest’anno il tempo di aggiornare il sito della BiciBassa è stato davvero pochissimo.
I nostri seguaci online si saranno chiesti che fine abbiamo fatto.
Invece la BiciBassa è attiva più che mai e ha realizzato itinerari in bicicletta interessanti e soprattutto divertenti nei mesi appena passati.

Ferragosto alle Grazie

Da ricordare il giro di Ferragosto quando ci siamo diretti all’antica festa che si tiene a Grazie, a pochi chilometri da Mantova.
E’ un itinerario che anche i nostri nonni compivano in bici, una sorta di appuntamento obbligatorio di generazione in generazione. E noi che siamo portatori del valore-bicicletta, rigorosamente in compagnia, abbiamo voluto imitare i nostri vecchi.
Quest’anno fortunatamente il livello del fiume Oglio non era troppo basso e ci ha permesso di percorrere la strada che supera il ponte in barche di Torre d’Oglio, lo scorso anno chiuso.
La giornata è stata spettacolare. Un giorno di Ferragosto con una leggera brezza e sole non troppo caldo è da scrivere negli annali della BiciBassa. Le previsioni del tempo minacciavano temporali e il cielo scuro l’abbiamo visto sia all’andata che al ritorno, ma sempre in lontananza e la pioggia, se da qualche parte è caduta, l’ha fatto lontano da noi.
All’andata abbiamo scelto la via dritta e larga che da Cesole arriva fino alla deviazione per la Via Santa fino alle Grazie. Al ritorno invece abbiamo fatto una sosta caffettino a Buscoldo.
Ma la fiera a Grazie è stata il momento centrale con la sua folla (in verità meno densa del previsto), i suoi madonnari che hanno colorato di belle immagini l’asfalto davanti al santuario e naturalmente il panino con il cotechino!
Mai mangiato?
Errore, è da provare assolutamente e anche in agosto è una goduria.
Li abbiamo comprati nel forno situato nel cuore del paese e ce li siamo gustati in riva al lago sotto l’ombra di grandi piante.
Altri amici della BiciBassa ci hanno raggiunto provenienti da strade alternative e dal ponte di Borgoforte. Così il gruppo si è riunito.
Siamo rientrati a Guastalla verso le 18, in tempo per un gelato sotto i portici di via Garibaldi (con foto ricordo).
Bellissima festa di Ferragosto. Da ricordare!

Questa, lo sapremo solo dopo, l'opera che vincerà il concorso dei madonnari

Questa, lo sapremo solo dopo, l’opera che vincerà il concorso dei madonnari

Il picnici della BiciBassa alle Grazie in riva al lago.

Il picnic della BiciBassa alle Grazie in riva al lago.

Fantastico: il panino con il cotechino!!!!!

Fantastico: il panino con il cotechino!!!!!

Di ritorno ci fermiamo per una foto sulle sponde del fiume Oglio.

Di ritorno ci fermiamo per una foto sulle sponde del fiume Oglio.

Sotto i portici a Guastalla dopo un buon gelato.

Sotto i portici a Guastalla dopo un buon gelato.

Ferrara e Mantova per la BiciBassa

Due meraviglie del Rinascimento ci hanno accolto in gruppetti eterogenei in due diverse occasioni.
Nel caso della città emiliana abbiamo voluto coniugare la bici (per pochi) con la visita della festa dedicata ai buskers, gli artisti di strada che da molti anni alla fine di agosto riempiono le vie di Ferrara portando musica e ritmo di paesi diversi.
Se gli artisti ci hanno spesso divertito e appassionato, non possiamo dire altrettanto per le piste ciclabili di cui Ferrara va fiera autoproclamandosi la capitale italiana della bici.
Chi di noi si è cimentato nella vita cittadina su due ruote visitando lo splendido centro ricco di bellezze e palazzi straordinari ha purtroppo toccato con mano qualche nota stonata, anzi stonatissima fortunatamente in mezzo a vere chicche positive come Palazzo Schifanoia, ottimamente attrezzato.
Un esempio-no: il museo archeologico di Ferrara nella meravigliosa cornice del palazzo detto di Ludovico il Moro pare non accettare le bici! Proprio così. A Ferrara, città della bici e a misura d’uomo, uno dei principali musei le bici non le vuole? Capita anche questo… Chi scrive è entrato spingendo a piedi il ciclo nel cortile in cerca di un luogo adatto, subito fermato da una solerte custode che mi ha invitato a uscire ritornando in strada e là lasciare sul marciapiede il mezzo di locomozione perché non accettato nonostante gli ampi spazi disponibili. Anzi, ha raccomandato di stare attenti e di fissare bene la catena perché la piaga dei furti, anche a Ferrara è in costante aumento. Peccato però che all’esterno l’unico elemento cui attaccare l’antifurto fosse la calata della messa a terra del parafulmine! Che caduta di stile per Ferrara: uno dei suoi gioielli non è bici-friend ma le bici non le tollera e le butta in strada! Ma gli amministratori di Ferrara lo sanno?
Quello che non possono non sapere è che il famoso (e pubblicizzato) circuito di piste ciclabili che gira tutto attorno alle belle mura è un colabrodo. Buche a ripetizione, ghiaia smossa e talvolta persino pericolosa quando si interseca la via asfaltata in cui circolano le auto. Peccato davvero!

Mantova è stata visitata durante la domenica di chiusura del Festival della letteratura.
Un gruppo della BiciBassa l’ha raggiunta dal ponte di Borgoforte e via Bagnolo San Vito fino al lago inferiore. Altri hanno approfittato della breve ciclabile da Grazie fino al lago di mezzo e al comodo arrivo in piazza Sordello.
Con la ressa di quei giorni girare in bici è pura follia. Abbiamo preferito metterla in zona sicura e girare a piedi. Un gran bello spettacolo sempre e, per chi ama i libri, un momento magico di inizio di settembre.

 

Sotto le mura di Ferrara

Sotto le mura di Ferrara

A Mantova la BiciBassa durante il Festival della letteratura

A Mantova la BiciBassa durante il Festival della letteratura

Piazza Sordello

Piazza Sordello

La BiciBassa a Caseifici aperti
Ormai noi della BiciBassa siamo abituati a frequentare le cantine a maggio in occasione di Cantine aperte.
Potevamo trascurare questa nuova festa dedicata ai luoghi in cui si produce il formaggio? Proprio noi che viviamo di Lambrusco e Parmigiano Reggiano?
E Allora domenica 5 ottobre la nostra bussola ha puntato le campagne tra Castelnovo Sotto e Poviglio dove ci aspettava la latteria La Grande, centro di produzione del re dei formaggi italiani.
Abbiamo raggiunto la località passando per San Rocco di Guastalla da cui, al termine della lunga via Ponte Pietra, siamo saliti sull’argine del Tassone e da qui, dopo una rapida visita all’antico ponte delle Portine sul Crostolo, siamo scesi a Santa Vittoria. La strada prescelta ci ha condotto a Meletole e, grazie ad una via di origine romana drittissima, siamo arrivati alla Grande.
Ci ha accolto il presidente, coadiuvato dall’ottimo casaro e da alcuni soci che ci hanno offerto una dimostrazione del taglio di una forma. Ringraziamo particolarmente Guerrino Alberici che ha spiegato passo passo tutta la lavorazione che conduce dal latte alla forma finita. E vista proprio nelle sale in cui avviene è stata una lezione di grande interesse.
Ottimi gli assaggi, sempre particolarmente graditi dalla BiciBassa, annaffiati con buon lambrusco e allietati da una sontuosa spalla cotta.
Niente da dire: davvero bravi alla latteria La Grande di Castelnovo Sotto di Reggio Emilia.

 

Il ponte delle Portine a Santa Vittoria

Il ponte delle Portine a Santa Vittoria

Siamo arrivati al caseificio La Grande e ci accoglie il casaro.

Siamo arrivati al caseificio La Grande e ci accoglie il casaro.

La BiciBassa in posa tra le forme di Parmigiano Reggiano con il presidente del caseificio.

La BiciBassa in posa tra le forme di Parmigiano Reggiano con il presidente del caseificio.

Come di consueto la BiciBassa chiude l’annata ciclistica senza il nostro mezzo preferito ma dedicandosi ad una visita turistica. Quest’anno il nostro Claudio ci ha guidato alla scoperta di Rimini e dintorni (San Leo e Verucchio).
Non potevamo celebrare il riposo autunnale se non con una cena in un noto ristorante riminese!

 

La BiciBassa al ristorante: pesce!!

La BiciBassa al ristorante con la proprietaria. Dopo tanta bici è ora del pesce!!

 

Lascia un commento

Archiviato in Bassa Mantovana, Bassa Reggiana, Fuori dai nostri luoghi

Sulle sponde del Secchia: la biciBassa nel Mantovano

La BiciBassa sulla ciclabile del Secchia dopo Quistello

La BiciBassa sulla ciclabile del Secchia dopo Quistello

Si sa che il nostro Max è una vera fucina di idee e quando ha proposto un itinerario insolito abbiamo detto subito di sì.
Giovedi 1 Maggio ci ha visti pronti alle 8,30 per caricare sul furgone le bici con direzione Bondanello (MN). Sempre per le note esigenze di limitare le nostre escursioni in bici alla sola mattina, si è deciso di avvicinarsi alla meta tagliando i tempi.
Da Bondanello, usciti dalla piazza, si è subito sull’argine del Secchia che decidiamo di percorrere prima sulla sponda destra.
La ciclabile corre su una strada arginale ben tenuta e ben asfaltata. Il panorama è quello della sterminata pianura coltivata e del fiume che è incanalato tra alti argini ma lascia vivere una folta vegetazione ripariale sulle rive dove svettano i salici e le macchie bianche e profumate dei sambuchi.

La vegetazione del Secchia

La vegetazione del Secchia

Tante case coloniche ci fanno compagnia, un bel palazzo di campagna in restauro appena sotto l’argine e paesini in lontananza cui non abbiamo dato un nome. La pista rimane sempre in alto fino a Quistello in cui entriamo come diversivo ma è giorno di mercato e il paese è invaso dalle bancarelle. Difficile vedere qualcosa. Risaliamo sulla ciclabile che ora è a fondo ghiaioso ben pressato fino al suo termine qualche chilometro oltre. Qui un cartello ci fornisce qualche indicazione ma il buon Max ha tutto memorizzato nel suo computerino da bici e lo seguiamo volentieri scendendo dopo poco dalla strada oltre il ponte sul Secchia in direzione di San Benedetto Po che però al momento evitiamo puntando sul grande impianto di bonifica di San Sisto, veramente imponente.
La foto è d’obbligo. Riprendiamo e stavolta attraverso stradine basse e arginelli arriviamo a Villa Garibaldi, nei pressi di San Benedetto.

Qui finisce la ciclabile e passiamo sulla strada

Qui finisce la ciclabile e passiamo sulla strada

La BiciBassa davanti all'impianto di sollevamento della bonifica a San Siro

La BiciBassa davanti all’impianto di sollevamento della bonifica a San Siro

Nel centro noto per la sua storica abbazia ci fermiamo sotto i portici per la classica sosta del caffettino ristoratore.
C’è la festa del Primo maggio e un impianto di amplificazione che spacca letteralmente i timpani fa da colonna sonora alla bella esibizione di un gruppo di acrobate.
E’ mezzogiorno ed è tempo di ritornare.
Max ci porta sulla strada per Moglia e dopo poco deviamo per una stradina che ci conduce giusto giusto sull’argine del Secchia, ovviamente dal lato sinistro, dove non vediamo alcun centro abitato e superiamo una ferrovia con un vecchio ponte in ferro, più o meno all’altezza di Quistello.
La strada costeggia il fiume sull’argine e, serpeggiando, ci riporta a Bondanello.
Bella escursione in una giornata di sole meravigliosa e ancora tutt’altro che calda.

La biciBassa davanti all'abbazia di San Benedetto Po

La biciBassa davanti all’abbazia di San Benedetto Po

Sulla via del ritorno: il ponte della ferrovia sul Secchia

Sulla via del ritorno: il ponte della ferrovia sul Secchia

Lascia un commento

Archiviato in Bassa Mantovana

Primavera 2014 con classici itinerari nella Bassa reggiana e mantovana

L'argine a San Matteo delle chiaviche

L’argine a San Matteo delle chiaviche

Dopo l’uscita di esordio marzolina la biciBassa ha scelto il profilo tranquillo per questo inizio 2014.
Domenica 30 Marzo la scelta è andata per la ciclabile più rilassante del mondo conosciuto: l’argine maestro del Po nella sua sponda mantovana tra il ponte di Guastalla-Dosolo e San Matteo delle Chiaviche .
E’ un itinerario dei più noti per la biciBassa che, quando ha tempi tecnici forzatamente ridotti, la sceglie spesso e volentieri. Con soddisfazione, soprattutto in giornate di sole splendente come la domenica in questione.
Come al solito deviamo scendendo dall’argine all’altezza di Cavallara e ci dirigiamo verso Cizzolo via strada bassa. Risaliamo dopo Cizzolo e, prima di entrare in San Matteo incontriamo la voragine del grande scavo che ha demolito l’argine su cui corre la strada provinciale appena prima del paese. Da tempo la circolazione è ridotta per via del grande terrapieno che cede. Ora si sono scelte le vie più radicali e, nel grande vuoto arginale, la biciBassa ci entra godendo della novità sperimentando una sorta di bici cross sull’argine che non c’è più.

La biciBassa sulle sponde dell'Oglio

La biciBassa sulle sponde dell’Oglio

La martoriata ciclabile tra San Matteo e il fiume Oglio. Impraticabile!

La martoriata ciclabile tra San Matteo e il fiume Oglio. Impraticabile!

A Dosolo le pecore e i campi del nostro amico Guido

A Dosolo le pecore e i campi del nostro amico Guido

Ci avviamo al ponte in chiatte che raggiungiamo attraverso la ex-splendida ciclabile da poco realizzata e ora in più tratti già semidistrutta col manto corroso profondamente dall’acqua di scolo della strada laterale che se l’è mangiato ampiamente. Che disastro! Un progetto sbagliato che ha portato a sconvolgere la praticabilità del percorso e che adesso per le biciclette, cui era dedicato, è una specie di sequenza di dossi spaccaschiena! Dobbiamo uscirne per forza tornando al vecchio asfalto.
Al ritorno, deviando sui canali, siamo poi risaliti sull’argine maestro e siamo passati a salutare il nostro amici Guido a Dosolo che per noi ha liberato nel prato le pecore e ci ha deliziato con una spicciola lezione di botanica nei campi.

La biciBassa davanti al teatro di Correggio

La biciBassa davanti al teatro di Correggio

La domenica successiva, saltato il programma della Stellata-Ferrara organizzata da Mauro, ci siamo diretti a Correggio per la labirintica strada che passa per le valli tra San Rocco e Novellara per poi arrivare a San Giovanni, Canolo e la successiva scorciatoia verde che ci porta direttamente alla periferia della città di Luciano Ligabue. Stavolta non l’abbiamo incontrato ma ci siamo gustati un bel caffè al bar del teatro che ci è servito da sfondo per una foto di ricordo originale.
Di ritorno ci siamo fermati per una foto panoramica sul viale che conduce ad una villa veramente bellissima e antica appena fuori Correggio.
Il venticello ci ha accompagnato ma, al ritorno, era contrario e ce la siamo sudata. Piacevolmente, come al solito.

Appena fuori Correggio si apre il viale alberato di una villa principesca

Appena fuori Correggio si apre il viale alberato di una villa principesca

Ridotti di numero per le molte defezioni domenica 13 Aprile la tappa è stata Novellara che abbiamo raggiunto attraverso le valli da San Girolamo di Guastalla, il ponte della Veniera e, con un ampio giro largo, lo zig zag che ci ha portato sulla vecchia strada antica tra i campi che costeggia l’antico Mulino di sotto.
Nella valle la fioritura di ranuncoli giallissimi è fantastica e richiama l’attenzione del fotografo ufficiale della biciBassa, di escursionisti vari, di cavalieri e di pescatori. C’è gente in un luogo di solito solitario.

Le valli fiorite di ranuncoli

Le valli fiorite di ranuncoli

Il mulino di sotto vicino a Novellara

Il mulino di sotto vicino a Novellara

Il nostro obiettivo finale è il piccolo museo dell’acetaia comunale che a Novellara viene conservata sotto il tetto di un’ala della rocca.
L’amico Avio ci introduce a questo meraviglioso luogo aperto solo per appuntamento e in cui sono mille gli stimoli visivi e pochi (ma ottimi!) quelli gustativi. La biciBassa si presta quindi, e volentieri, all’assaggio del prelibato aceto balsamico e gode del racconto delle varie fasi di affinamento del prodotto finale.
Un luogo magico e un’esperienza davvero meravigliosa che consigliamo a tutti.
C’è il tempo per ammirare l’area della rocca recentemente e ottimamente restaurata.
Dopo il consueto caffè riprendiamo la via delle valli, stavolta dal lato opposto verso la zona dei Boschi, l’argine Francone e, via San Rocco, a casa.
Giornata splendida ed esperienza bellissima.

L'acetaia nella rocca di Novellara è un luogo magico!

L’acetaia nella rocca di Novellara è un luogo magico!

Il cortile della rocca di Novellara

Il cortile della rocca di Novellara

2 commenti

Archiviato in Bassa Mantovana

La biciBassa nella nebbia sui tre Ponti di Po e Oglio

La nebbia sull'argine a Cizzolo

La nebbia sull’argine a Cizzolo

Domenica 27 Ottobre la bici Bassa si è ridotta numericamente ai minimi termini. Siamo rimasti in tre soltanto a sfidare la nebbia che avvolgeva le case della Bassa reggiana la mattina ancora alle 9,30. Essendo il primo giorno di ora solare in realtà la nostra partenza è come se fosse avvenuta alle 10,30. Eppure la nebbia era ancora molto persistente. Ma ci poteva fermare?

Il terzetto è quindi partito quasi senza meta con la sola volontà di fare una sgambata prima che l’umidità e il freddo (che quest’anno tarda davvero) ci consigliassero le pantofole invernali.

Si è deciso per un classico giretto al ponte di barche a San Matteo delle Chiaviche ma, come scriverò, il percorso si è allungato decisamente.

Convinti di essere a casa per il mezzogiorno ce la siamo presi piuttosto comoda fermandoci sull’argine maestro del Po tra Cizzolo e San Matteo delle Chiaviche per fotografare la fumana fitta sui coltivi e sui pioppeti che anticipavano il Grande Fiume. E’ sempre bello calarsi in quello che viene descritto come il classico panorama della Bassa ma che, ad onor del vero, ormai la natura offre sempre meno se si parla di nebbie dense e persistenti.

C’è pochissima gente in giro, poche le macchine e dopo la sosta sull’argine prendiamo la nuova pista ciclabile che costeggia la strada per il ponte di barche. Era ferma da tempo, ora è stata ultimata con un ghiaino chiaro molto fine ben compattato, posta in sicurezza rispetto alla strada da una staccionata in legno.

Bellissima ciclabile che però è breve, infatti l’ultimo tratto corre ancora sulla strada asfaltata.

Sulla nuova ciclabile a San Matteo davanti alla bella villa rurale

Sulla nuova ciclabile a San Matteo davanti alla bella villa rurale

Scendiamo sul ponte nella bruma che si sta diradando e ormai la visuale è più ampia. Rimane una diffusa foschia e il sole non riesce a sbucare.

Sulla sponda mantovana percorriamo l’argine dell’Oglio in direzione di Borgoforte. La nostra tappa è il Ristorante Terrazza sul Po dove sappiamo ci aspetta il caffettino ristoratore che già avevamo gustato durante una bici Bassa con tutt’altro clima in piena estate torrida.

Prima di arrivare ci fermiamo ad ammirare la confluenza dell’Oglio col Po che, con la foschia che rende acqua e cielo dello stesso colore è veramente affascinante e sa di immense distese terracquee degne di un’altra dimensione. Il tutto nel silenzio rotto solo dal volo di alcune anatre sul fiume. Che meraviglia!

Dopo il rapido caffè che gustiamo in piedi ci avviamo a Borgoforte entrando in paese e girando tra le case, la chiesa e il viale del municipio.

Ci portiamo quindi sulla statale dove non c’è ciclabile e affrontiamo il terzo ponte della mattinata dopo quelli di Guastalla e di San Matteo.

Sappiamo bene di essere in ritardo sulla tabella di marcia e decidiamo di non tornare sull’argine del Po ma puntiamo su Suzzara che raggiungiamo seguendo una strada interna che ci permette di abbandonare la rischiosa statale. Ormai la nebbia è svanita ma il sole ancora si fa desiderare.

Prendiamo per Riva di Suzzara facendo la strada di buona lena. Seguiamo la classica via Zamiola e più avanti in Luzzara saliamo finalmente sull’argine dove ci attende la nostra amata ciclabile. Da qui a Guastalla è cosa di pochi minuti. Ottimo giro di circa 58 km nella nebbia e con una temperatura accettabilissima.

Il ponte di barche e la foschia

Il ponte di barche e la foschia

Le case galleggianti degli amici del fiume a Scorzarolo

Le case galleggianti degli amici del fiume a Scorzarolo

1 Commento

Archiviato in Bassa Mantovana, Po

La biciBassa nei dintorni di Borgoforte (MN)

La bella villa antica a Borgoforte

La bella villa antica a Borgoforte

Domenica 21 Luglio si sente l’aria della pausa estiva per la biciBassa. Il caldo ormai è costante e la temperatura, pur non essendo ancora arrivata ai massimi stagionali, di certo non invita allo sport. La bici comunque facilita le cose perché pedalando l’aria sul viso attenua il senso del calore. La biciBassa quindi parte anche in questa domenica assolata.

Siamo invitati a Luzzara, ospiti di Roberta e Alberto, che al ritorno della biciclata ci ospiteranno sotto una bella struttura in muratura che permette un’ottima ombreggiatura, quello che ci vuole.

Partiamo quindi in direzione nord con l’intento di ritornare a Luzzara in orario perfetto per il pranzo. In testa c’è Domenico che per l’occasione sfoggia un finissimo completo bianco con inserti neri da vero playboy-ciclista.

La biciBassa davanti alla corte Rozza di Tabellano (MN)

La biciBassa davanti alla corte Rozza di Tabellano (MN)

Domenico, campione di eleganza della biciBassa

Domenico, campione di eleganza della biciBassa

Da Guastalla arriviamo sulla vecchia statale per Mantova passando da Tagliata e da questa scendiamo per la località Maso di Luzzara attraverso strade poco trafficate. La stretta ciclabile al bordo della statale ci porta poi in paese. Raccogliamo Roberta e Alberto e riprendiamo puntando su Riva di Suzzara per poi percorrere un tratto ghiaiato della ciclabile sull’argine del Po. Giunti a Tabellano scendiamo in paese e svoltiamo a destra per inoltrarci tra le campagne che ci separano da Borgoforte che vediamo dall’altra parte del Grande Fiume quando risaliamo sull’argine. Da qui si scende passando per un deposito di inerti per poi subito arrivare alla strada che passa sotto il ponte della ferrovia e sotto il ponte della statale che raggiungiamo dopo una breve salitina.

Passiamo sotto il ponte ferroviario prima di salire sul ponte di Borgoforte

Passiamo sotto il ponte ferroviario prima di salire sul ponte di Borgoforte

Il ponte di Borgoforte

Il ponte di Borgoforte

L'arrivo al ponte di Borgoforte dall'argine in destra di Po

L’arrivo al ponte di Borgoforte dall’argine in destra di Po

La biciBassa entra a Borgoforte

La biciBassa entra a Borgoforte

Siamo già a metà del ponte, quindi usciamo dal tratto più pericoloso in pochi minuti per puntare verso il paese di Borgoforte dove incrociamo un gruppo di ciclisti reggiolesi tra cui l’amico Tiziano.

Da Borgoforte si risale sull’argine nei pressi di una bellissima villa antica perfettamente restaurata che domina le campagne appena fuori l’abitato. Da quel punto la ciclabile si snoda tra due paesaggi contrapposti. A destra la campagna piatta e poco abitata e a sinistra la vegetazione ripariale che a tratti fa vedere il Po e gli enormi sabbioni.

La biciBassa in posa sull'argine del Po vicino a Scorzarolo

La biciBassa in posa sull’argine del Po vicino a Scorzarolo

Performance di Alberto davanti ai gradoni dell'argine a Scorzarolo

Performance di Alberto davanti ai gradoni dell’argine a Scorzarolo

La biciBassa si riposa alle Terrazze sul Po di Scorzarolo

La biciBassa si riposa alle Terrazze sul Po di Scorzarolo

Superiamo il paesino di Scorzarolo in cui eravamo scesi alla ricerca di un bar. Non c’è e troviamo la giusta fonte per il caffettino e qualche pezzetto di torta al ristorante “Le Terrazze sul Po” poco oltre, sempre restando sull’argine.

Nadia risente di un calo di pressione dovuto al caldo e l’ora ormai avanzata ci consiglia il ritorno che avviene sullo stesso argine fino a Borgoforte da cui percorriamo il ponte in tutta la sua lunghezza restando sulla statale fin oltre Sailetto dove prendiamo una deviazione sulla sinistra, via Pasine, che ci conduce attraverso un percorso senza auto fino a Suzzara. Da qui torniamo verso il Po passando per Riva e attraverso la strada interna approdiamo a Luzzara.

Qui tra vinello fresco, pasta fredda, salame, prosciutto e melone si conclude divinamente bene la giornata della biciBassa !

Anche questo è... biciBassa !

Anche questo è… biciBassa !

Lascia un commento

Archiviato in Bassa Mantovana, Po

La biciBassa al bar di Natalina a Commessaggio (MN)

Il gruppo della biciBassa con la signora Natalina (a sinistra)

Il gruppo della biciBassa con la signora Natalina (a destra)

Domenica 14 Luglio la biciBassa parte dal ciliegio con un po’ di ritardo dovuto alle incomprensioni dell’ultimo minuto sugli orari di partenza. Ma alla fine si va.

Abbiamo scelto una meta che ogni anno ci coinvolge perché non troppo lontana, gran bel posto per chi ama le terre della Bassa e tragitto quasi tutto in sicurezza sugli argini del Po e dell’Oglio. Sto parlando di Commessaggio nella Bassa mantovana.

Sbicicliamo sul panoramico argine maestro del Po sulla sponda sinistra da Dosolo fino a Cavallara dove scendiamo in direzione Cizzolo che ci lasciamo sulla destra. Risaliamo sull’argine per compiere l’ultimo tratto che ci separa da San Matteo delle Chiaviche. Non entriamo in paese e ci avviamo sull’argine dell’Oglio superando Boccabassa che rimane sotto l’argine. Più avanti deviamo a sinistra verso la provinciale Viadana-Mantova. Attraversiamo con grande cautela il rettilineo dove le auto sfrecciano a forte velocità e ci immettiamo in una strada tranquilla che tra canali e nutrie ci porta in vista di Commessaggio anticipata dal torrione antico che svetta sulle case del borgo.

Domenica è giorno di mercato e i negozi sono aperti.

Il punto di riferimento della biciBassa è il bar nella piazza dove la signora Natalina e la sorella ci preparano un tavolino all’aperto tra gli avventori del posto. Avevamo conosciuto Natalina in altre occasioni e ci eravamo appassionati a questa gentile e non più giovane signora per la sua verve di innata simpatia unita alla sapiente arte del commercio. Stavolta ci ha concesso un bel racconto della sua storia, delle sue passioni e della vita passata del suo bar che al tempo della mamma fu locanda con specialità trippe e lepre. Sentirla raccontare con la sua cadenza dialettale e col suo gesticolare è per noi uno spettacolo bello che ci fa entrare nell’anima di questi posti in modo vero e autentico. Ormai raro.

Natalina si lascia coinvolgere dal gruppo della biciBassa e con un filo di commozione per la festa che le facciamo posa con noi per la foto di gruppo.

Lasciamo il suo bar per fare spesa al forno e per la visita con foto al sempre meraviglioso ponte in barche sul grande canale che costeggia Commessaggio.

Dopo un breve diversivo facciamo a ritroso il percorso e deviamo solo a San Matteo delle Chiaviche lungo il canalone. Risaliamo sul “nostro” Argine Maestro dalle parti di Villastrada, in sicurezza e in compagnia dei nostri panorami del Po, fino oltre Dosolo dove ci attende il ponte per Guastalla che superiamo con la consueta “scioltezza” per essere a casa prima dell’una dopo 58 km con un caldo sopportabile e un sole che ci ha piacevolmente abbronzato.

Tre componenti femminili del gruppo biciBassa ammirano il ponte in barche

Tre componenti femminili del gruppo biciBassa ammirano il ponte in barche

La biciBassa sul ponte in barche di Commessaggio (MN)

La biciBassa sul ponte in barche di Commessaggio (MN)

6 commenti

Archiviato in Bassa Mantovana